Congresso delle Famiglie, «Nessuna richiesta di revoca del patrocinio»

Il ministro della famiglia Lorenzo Fontana ha risolto il mistero sul logo della Presidenza del Consiglio dei Ministri presente tra quelli dei patrocinanti del discusso evento di Verona. Logo di cui era stata annunciata la revoca dell'utilizzo

Lorenzo Fontana insieme al sindaco di Verona Federico Sboarina (Foto di repertorio)

Spiegato il mistero. Poco più di una settimana fa, si era diffusa la notizia della revoca dell'utilizzo del logo della Presidenza del Consiglio del Ministri per il Congresso Mondiale delle Famiglie. Dalla diffusione di quella notizia, però, il logo è rimasto ben visibile tra quelli dei patrocinanti dell'evento in programma a Verona dal 29 al 31 marzo. Come mai? La risposta l'ha fornita oggi, 20 marzo, il ministro della famiglia Lorenzo Fontana durante un question time in Parlamento. «Non è stata formalizzata alcuna richiesta di revoca del patrocinio, ma è stato soltanto richiesto l'approfondimento di alcuni aspetti tecnici connessi, per l'appunto, alla concessione del patrocinio, in particolare relativi al pagamento di un ticket d'ingresso».
Quindi, formalmente, il Governo Conte patrocina il forum che si svolgerà alla Gran Guardia e che ha generato polemiche anche interne allo stesso esecutivo. Lorenzo Fontana, infatti, ha confermato che parteciperà e con lui anche il vicepremier Matteo Salvini e il ministro dell'istruzione Marco Bussetti. Insomma, la quota leghista del Governo e del Parlamento è sostanzialmente a favore del Congresso Mondiale delle Famiglie. È la quota del Movimento 5 Stelle quella critica, tanto che l'altro vicepremier Luigi Di Maio ha dichiarato che né lui né altri esponenti 5 Stelle prenderanno parte all'evento.

Ma se è vero quello che ha detto Fontana e cioè che non è stato avanzata nessuna richiesta di revoca da parte del patrocinio, «di cosa parlano allora i pentastellati quando fingono di stracciarsi le vesti?», si chiede la deputata veronese del Partito Democratico Alessia Rotta.

Differenze e liti all'interno del governo hanno trovato mediazione su tutto, ma su un tema come questo non c'è confronto: vince la Lega - ha aggiunto Rotta - E a pagare sono le donne, i bambini e tutta la società, che sarà più povera di cultura e diritti. Se veramente avessero voluto occuparsi di denatalità e di famiglia, allora avrebbero dovuto mettere in atto politiche per aiutare l'Italia a divenire un Paese per donne e uomini, dove la maternità non è né un obbligo né un diritto negato. Invece ci troviamo davanti a un governo che rivela tutta la sua ipocrisia. Dietro il supposto tema della famiglia si nasconde l'affermazione di un modello retrivo di società e la creazione di un movimento internazionale sessista, omofobo, razzista e antifemminista.

Una risposta indiretta ad Alessia Rotta è giunta dalla deputata veronese 5 Stelle Francesca Businarolo, la quale sulla questione del logo della Presidenza del Consiglio ha confermato che: «C'è in corso un'istruttoria per fare chiarezza». Intanto, la pentastellata è rincuorata dal fatto che il fronte dei sostenitori del Congresso Mondiale delle Famiglie appare sempre più isolato.
Un'isolamento testimoniato anche dall'annullamento di un evento collaterale, quello previsto in Camera di Commercio di Verona. Il senatore del PD Vincenzo D'Arienzo aveva, infatti, denunciato la concessione a titolo gratuito di uno spazio della Camera di Commercio scaligera per un'iniziativa legata all'evento della Gran Guardia. Lo stesso D'Arienzo ha ora annunciato che l'iniziativa è stata annullata. 

Un'ottima notizia - ha commentato il senatore veronese - La Camera di Commercio di Verona aveva concesso gratis l'ampio spazio dell'atrio appena ristrutturato per ospitare un fashion show il prossimo 28 marzo. Una decisione controversa. Con la scusa della difesa della famiglia, sarebbero stati lanciati messaggi pericolosi da soggetti che si distinguono per le posizioni gravemente omofobi e di sostegno a leggi liberticide e miranti alla repressione penale dell'omosessualità, oltre che alla limitazione dell'autodeterminazione in materia affettiva e familiare. Il fatto che la cosa sia stata cassata è segno che si è avvertita la pericolosità di un evento simile presso un luogo come la Camera di Commercio che è di tutti. Lo considero un atto intelligente che chiude ogni polemica. Il Comune segua l'esempio. Non conceda gratuitamente i suoi spazi.

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