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Martedì, 18 Gennaio 2022
Politica Centro storico / Piazza Bra

Bacchettata del Comune di Verona contro l'uso improprio delle sale pubbliche

I consiglieri Meloni e Bertucco hanno prenotato la Sala Delaini per due conferenze stampa tenute da esterni in cui non hanno preso parola. Ma strutture e mezzi «sono messi a disposizione per l'esercizio del mandato elettivo»

Sull'uso delle sale pubbliche di Palazzo Barbieri, l'amministrazione comunale bacchetta due consiglieri di minoranza.

Ieri mattina, 29 dicembre, nella Sala Delaini, il candidato sindaco di Prima Verona Michele Croce ha tenuto una conferenza stampa per tracciare gli obiettivi futuri in vista delle elezioni del 2022. E lo ha potuto fare perché la sala era stata prenotata dal consigliere comunale di Fare Verona Paolo Meloni. Consigliere che non ha preso parte alla conferenza.
Scena identica subito dopo, sempre in Sala Delaini. La stanza era stata prenotata dal consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco per parlare di Agec, ma a parlare sono stati solo alcuni rappresentanti sindacali.
Il regolamento però parla chiaro: «L'utilizzo di personale, strutture e strumentazioni sono riferiti alla comunicazione delle attività istituzionali delle amministrazioni e dei loro singoli componenti. Strutture e mezzi sono messi a disposizione per l'esercizio del mandato elettivo».

«Il consigliere Paolo Meloni non finisce mai di stupirci - ha commentato il presidente del consiglio comunale Leonardo Ferrari - Dopo aver votato al posto di un altro consigliere per la Variante 29, anche stavolta ha dato un'altra dimostrazione di mancato rispetto delle regole. Ne parlerò nella prossima riunione di capigruppo per capire se ci sono azioni da intraprendere rispetto al suo comportamento. Infatti, nonostante gli siano state ricordate le regole per l'utilizzo delle sale con le conferenze stampa, ha scelto di fare a modo suo. Anche il consigliere Bertucco subito dopo ha lasciato il microfono ad altri. La Sala Delaini mai viene concessa per la comunicazione politica di esterni, per i quali invece ci sono alcune sale delle circoscrizioni che vengono date a fronte del rimborso dei costi».
Anche il vicesindaco Luca Zanotto è intervenuto dicendo: «Il rispetto delle istituzioni e l'utilizzo della cosa pubblica è il primo requisito per ogni amministratore. Ciò che è accaduto è anomalo e la questione deve essere affrontata nell'interesse generale per non creare precedenti pericolosi. La libertà di espressione ha rilevanza costituzionale e a nessuno deve essere negata, ma va esercitata nel pieno rispetto della norma».
E dalle forze politiche di maggioranza si è alzata la voce della consigliera di Fratelli d'Italia Maria Fiore Adami: «Nulla da eccepire sull'esposizione delle proprie idee, la dialettica politica va alimentata, ma ritengo sia da condannare quando si usa il denaro della città per tali fini. Spero sia dirimente per il consigliere Meloni ricordare che gli spazi e i servizi del Comune sono funzionali all’esercizio del mandato elettivo, e prestare spazi e tempi ad altre attività si può configurare come danno erariale. Tra l'altro, il consigliere si era sostituito già in passato ad un collega di maggioranza nella votazione, mentre ora usa spazi pubblici per attività non previste dalla norma. Forse è il caso che si rilegga le pagine del regolamento e che rifletta».

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