No Tav, Sì Tav, PD e M5S. Scontro politico e di comitati sull'Alta Velocità

Anche da Verona partiranno per la manifestazione contro l'Alta Velocità dell'8 dicembre a Torino, ma il 15 dicembre scenderà in piazza anche il comitato per le infrastrutture in Veneto, favorevole alla Tav

Un treno ad alta velocità (foto di repertorio)

Scontro politico e scontro di comitati per l'Alta Velocità tra Brescia e Verona e più in generale per la Tav in Italia. Come a Torino, anche in Veneto ha preso corpo il comitato Sì Tav, a favore dell'Alta Velocità e delle nuove infrastrutture in regione. Ha lanciato una petizione e anche una manifestazione pubblica che si terrà il prossimo 15 dicembre. Ma, intanto, i No Tav vogliono rispondere a Piazza Castello, la piazza di Torino dove giorni fa si è visto quel popolo che vuole l'Alta Velocità. Così l'8 dicembre i No Tav scenderanno in piazza, sempre a Torino e anche i veronesi contrari all'Alta Velocità parteciperanno. Sono previsti tre pullman che porteranno al capoluogo piemontese.

Chi sostiene la centralità del Tav per lo sviluppo fa finta di dimenticare lo stato drammatico della manutenzione territoriale delle nostre provincie, lo stato penoso del trasporto su ferrovia per studenti e pendolari, la presenza sul tracciato di siti pericolosi per discariche, inquinamento idrico e linea di ricarica delle falde acquifere - dicono i No Tav veronesi - Noi ribadiamo che l'Alta Velocità serve solo a chi la costruisce. È un progetto vecchio di oltre vent'anni, che non rispettava nemmeno le norme tecniche per le costruzioni introdotte nel 2008. Se gli industriali sono così sicuri che la Tav sarà economicamente vantaggiosa, perchè non coprono il 50% dell'investimento? Per la Brescia-Verona dovranno investire solo 1,5 miliardi di euro. Tanto sarà un affare e rientreranno velocemente dalla spesa.

Il consiglere comunale veronese Alessandro Gennari, esponente locale del Movimento 5 Stelle è sulle stesse posizioni dei No Tav. «Chiedo di insistere su quelle infrastrutture che servono realmente: un collegamento ferroviario con l'aeroporto, il miglioramento della linea Verona-Rovigo che è tra le dieci peggiori ferrovie d'Italia ed una metropolitana di superficie che colleghi la città con i comuni limitrofi dell'est veronese».

Il movimento civico di Verona Traguardi non nasconde, invece, il suo sì all'Alta Velocità e ha partecipato anche alla presentazione del comitato per le infrastrutture del Veneto. «Innovazione, lavoro, sostenibilità e sviluppo sono le priorità del nostro movimento, per questo non potevamo mancare all'appuntamento con il comitato Sì Tav - ha spiegato Pietro Giovanni Trincanato, presidente di Traguardi - Le infrastrutture strategiche sono un volano fondamentale per la crescita del nostro territorio, che ha una straordinaria vocazione manifatturiera e turistica ma rischia di restare fermo al palo a causa di politiche miopi».

E anche la consigliere regionale del Partito Democratico Orietta Salemi invita a sostenere l'Alta Velocità perché «porterà tutti i vantaggi che conosciamo in termini di alleggerimento del traffico pesante sulle nostre arterie o il potenziamento dell'offerta ferroviaria per studenti e lavoratori pendolari e non da ultimo la riduzione delle emissioni inquinanti. Non solo, il sistema garantisce il consolidamento delle relazioni economiche e logistiche con le reti europee di trasporto merci e persone. Una rete di relazioni di cui Verona è un nodo strategico. Pensiamo inoltre anche a quali benefici la Tav nel tratto Brescia-Verona potrà assicurare nello sviluppo della fruizione del patrimonio storico e culturale delle città d'arte venete, in primis Verona, secondo polo di attrazione internazionale della regione. Per non parlare poi che il tracciato è nella traiettoria di scambi economici, commerciali e turistici fra Oriente ed Est Europa. La Tav Brescia-Verona non può essere sacrificata sull'altare del gioco al rimando tra M5S e Lega».

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