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Coletto da il benvenuto a Renzi: "Chiarisca la telefonata del ministro Lorenzin"

Il presidente del Consiglio si trova a Vicenza per appoggiare Alessandra Moretti e proprio a lui si rivolge l'attuale assessore regionale alla Sanità, iniziando con il chiedere "trasparenza" su una presunta chiamata tra il ministro e la candidata

Benvenuto in Veneto a Matteo Renzi, Segretario Nazionale del Pd ma anche Presidente del Consiglio di un Governo che dovrebbe essere di tutti gli italiani, che oggi viene a fare campagna elettorale per la candidata presidente del suo partito. Al Premier chiedo per prima cosa che chiarisca se è vero che un suo Ministro (Lorenzin, ndr) ha fatto, oppure no, una telefonata alla sua candidata Presidente del PD, definendo ‘allarmante’ la situazione della sanità veneta. Sarebbe un bel gesto di trasparenza, perché da queste parti le bugie hanno le gambe corte e oramai da 48 ore il silenzio istituzionale del Governo, in cui un importante Ministro avrebbe detto questa cosa, è assordante”.

Con queste parole, l’Assessore regionale alla Sanità del Veneto Luca Coletto, candidato alle elezioni del 31 maggio come capolista della Lega Nord a Verona, rivolge un suo “saluto speciale” a Matteo Renzi che stamattina partecipa a Vicenza ad un appuntamento elettorale in appoggio alla candidata del PD in Veneto.

“Di allarmante – dice Coletto – non c’è di sicuro la sanità veneta, ma quel Def di Renzi che fissa al 6,6% la quota del Pil dedicata alla sanità italiana nel 2020, non tenendo in considerazione che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato al 6,5% la soglia dove inizia a calare l’aspettativa di vita della gente. Anche su questo i veneti vorrebbero delle spiegazioni sul perché il Governo li sta indirizzando più verso la Grecia che verso una Europa che, come l’Olanda, arriva a dedicare alla sanità il 10% del Pil”.

“Di allarmante – aggiunge Coletto - c’è anche l’ultima pensata elettorale della candidata Moretti, che vorrebbe tagliare 200 milioni ai beni sanitari (magari comprando protesi cinesi!) per pagare il treno agli studenti, evidentemente non sapendo (di nuovo!) che l’Articolo 1 comma 4 del Patto Nazionale per la Salute dispone che i risparmi ottenuti in sanità rimangano alle Regioni per le finalità sanitarie”.
“Comunque – prosegue l’Assessore - per evitare al premier di commettere di nuovo l’errore che ha già fatto, evidentemente mal informato dalle sue antenne territoriali, ed evitare alla sua candidata lo scettro di “Lady Mi Correggo” (evento ultimamente piuttosto frequente) fornisco anche a Renzi alcune informazioni sicure sulla sanità veneta, a cominciare dal fatto che le Ulss sono 21 e non 22, che il bilancio della sanità veneta è in attivo fin dal 2010 e lo sarà anche per l’ultimo anno monitorato dal Mef e cioè il 2014, che il Veneto ha il minor tasso di ospedalizzazione d’Italia con 17.448 posti letto per acuti pari al 3,5%, 3.000 posti letto dedicati alle cure intermedie (Ospedali di Comunità e Hospice), 30.000 per le cure residenziali e 120.000 impegnative di cura domiciliari; che gli ospedali veneti sono 68, di cui 42 pubblici e 26 privati accreditati, che il saldo attivo veneto della mobilità extraregionale ammonta a 100 milioni, inequivocabile segnale di qualità; che l’Istituto Oncologico Veneto, che secondo la sua candidata sarebbe la causa di un presunta fuga di malati veneti verso Aviano, esprime tali eccellenze che giusto la scorsa settimana è stato ufficialmente riconosciuto dalla Società Italiana di Osteoncologia come Centro d’Eccellenza Nazionale, il primo al nord. Il tutto senza fare debiti, senza un euro di Irpef regionale aggiuntiva a quella nazionale, senza nessun ticket regionale in aggiunta a quelli nazionali. Potrei continuare a lungo, magari parlando degli oltre 200 milioni di tagli che Renzi ci vuole appioppare ogni anno dal 2015 al 2017, ma mi fermo qui. A proposito: consiglio al premier e alla sua candidata di fare i complimenti al San Bortolo (questo è il nome dell’ospedale della città dove si trovano) il cui reparto di nefrologia, da eccellenza nazionale qual è, è stato giusto l’altro ieri clinicizzato ed è diventato universitario, nell’ambito dell’Ateneo di Padova. Se si dimenticassero, rischierebbero di dover fare l’ennesima precisazione postuma”.

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