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Domenica, 16 Giugno 2024
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Clausola antifascista, Zavarise: «Follia». Rotta: «In linea con la natura della città»

Il consiglio comunale approva la richiesta di modifica del regolamento. Bisognerà dichiarare di «ripudiare il fascismo e ogni forma di totalitarismo» per ottenere spazi, patrocini o contributi dal Comune di Verona

Sarebbe scivolato via senza troppi sussulti il consiglio comunale di ieri, 16 maggio, a Verona, se non fosse stato per la mozione del Partito Democratico sulla cosiddetta "clausola antifascista". È stato soprattutto su questo provvedimento che gli animi si sono accesi e dove maggioranza e opposizione hanno rimarcato le loro differenze.

La mozione è passata con 20 voti favorevoli e 10 contrari e impegna l'amministrazione a sottoporre all'aula consiliare nel più breve tempo possibile la proposta di modifica regolamento per la disciplina del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria. In pratica, tutti coloro che fanno richiesta di disporre di beni comunali come spazi, suolo pubblico o sale di proprietà comunale, oppure chiedono patrocini, contributi o esposizioni pubblicitarie dovranno dichiarare di "riconoscersi nei principi e valori fondamentali della Costituzione Italiana e dello Statuto Comunale, di ripudiare il fascismo e ogni forma di totalitarismo e di condannare l’uso di ogni forma di violenza". Senza questa dichiarazione, i richiedenti di concessioni o autorizzazioni da parte del Comune di Verona non potranno ottenere nulla.

Prima firmataria della mozione, condivisa da tutti i gruppi di maggioranza, è la consigliera PD Alessia Rotta che ha spiegato così la logica del provvedimento. «Questa clausola può fornire una risposta al risorgente neofascismo che dilaga nella nostra società attraverso una presenza che va dai movimenti politici all’associazionismo culturale, e che propugna l’uso della violenza per imporre idee razziste e discriminatorie». La misura è inoltre in linea con una città «insignita della Medaglia d’oro al Valor Militare per il contributo dato alla lotta di liberazione, costata il sangue e il dolore di numerosi patrioti e patriote, morti per la democrazia e la libertà per tutte e tutti, ribadirà in questo modo la sua natura di città antifascista, aperta e solidale, contraria ad ogni forma di discriminazione», ha aggiunto Rotta.

Un provvedimento che non viene ritenuto necessario dai consiglieri di opposizione, che hanno definito la mozione provocatoria e pretestuosa. Il consigliere leghista Nicolò Zavarise ha chiesto di «non piegarsi a questa follia», spiegando: «Dopo due anni di amministrazione di sinistra, Verona è una città in preda all'insicurezza e al degrado ma le priorità dell'amministrazione Tommasi sono ben altre: imporre etichette anacronistiche e del tutto ideologiche».

E attraverso Facebook, il veronese Luca Castelini, esponente di Forza Nuova, si è rivolto direttamente alla consigliera Rotta. «Pensi davvero di cambiare Verona con una clausola antifascista? O addirittura di renderla migliore? Chi è coerente e sa combattere, in un modo o nell’altro, le piazze se le prenderà sempre e comunque. Impara a fare politica per risolvere i problemi della gente e non per te stessa e i tuoi pruriti ideologici».

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