Citrobacter, tornano i parti a Borgo Trento. Bigon: «Con quali garanzie?»

Dopo quasi tre mesi di chiusura a causa del pericoloso batterio, il punto nascita più importante di Verona riapre, ma alle candidate del PD Bigon e La Paglia la bonifica non basta

Ospedale di Borgo Trento

L'Azienda ospedaliera universitaria e integrata di Verona (Aoui) è pronta a rispettare quanto annunciato due settimane fa: domani, 1 settembre, il punto nascita dell'ospedale di Borgo Trento riaprirà. È dal 12 giugno che a Verona non si nasce. Il punto nascita era stato chiuso e le terapie intensive neonatale e pediatrica erano state spostate. Tutto a causa del citrobacter, una batterio insediatosi in questi delicatissimi reparti, il quale ha causato la morte di quattro neonati e ha reso invalidi altri bimbi. Da giugno è in corso la bonifica degli ambienti, come è in corso anche l'indagine ispettiva da parte di due commissioni. Per l'indagine si dovrà ancora attendere, ma la bonifica sembra ormai terminata e così da domani le donne potranno tornare a partorire a Borgo Trento.
In queste prime settimane potranno partorire solo donna con gravidanze a basso rischio, quindi dalla 34esima settimana di gestazione. Questo perché le terapie intensive non sono ancora a pieno regime e quindi è stato deciso di iniziare senza parti prematuri. Una volta terminata questa prima fase, si dovrebbe tornare alla normalità.

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Sì, ma quale normalità? Con quanta serenità le future mamme potranno partorire a Borgo Trento, sapendo tutto quello che è successo? «Le domande che c'erano al momento della chiusura sono ancora lì. E se ne sono aggiunte di nuove», ha dichiarato Anna Maria Bigon, consigliera regionale e candidata alle prossime elezioni con il Partito Democratico. «Quali garanzie ci sono per le partorienti sul fatto che il pericolo sia stato definitivamente debellato? - chiede Bigon - E com'è potuto accadere che un luogo così delicato come un reparto maternità, il più grande del Veneto, sia stato colpito dal citrobacter? Non è normale che si verifichi una minaccia del genere e non è normale che ci vogliano due mesi per mettere tutto a posto, guarda caso a ridosso del voto. Attendo i risultati delle commissioni d'inchiesta e sono al fianco delle mamme e delle famiglie. Ci sono state delle vittime, non accetteremo che si faccia finta di nulla sulla pelle delle donne e dei bambini».
Ancora più decisa è un'altra candidata del Partito Democratico, Elisa La Paglia, la quale ha chiesto la sospensione del direttore generale dell'Aoui di Verona Francesco Cobello e del primario di pediatria Paolo Biban. «Per due anni è mancata la trasparenza e la correttezza nei confronti dei genitori, ai quali sono state taciute informazioni che avrebbero potuto salvare tanti bambini - ha dichiarato La Paglia - Occorre che la ripartenza dei parti avvenga in un clima di massima serenità e fiducia nell'azienda ospedaliera. Chiedo perciò che Cobello e Biban siano sospesi fino a quando non arriverà l'esito del lavoro delle due commissioni d'indagine e delle indagini della Procura, perché è impossibile ripristinare la fiducia se le persone che hanno scelto di tenere nascosto il caso per due lunghi anni rimangono lì. Bonificare i reparti non è sufficiente».

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