Catullo aperto, Catullo chiuso? Sull'aeroporto è scontro anche politico

Il sindaco di Verona Federico Sboarina è d'accordo sul tenere ancora fermo lo scalo, ma la Lega è il maggior partito della sua coalizione e litiga anche con Save per la riapertura

Foto di repertorio

Uno scalo in forte crescita, come mostra il bilancio del 2019; con progetti di sviluppo; rimasto chiuso per l'emergenza Covid, ma che potrebbe riaprire dalla prossima settimana. Questa la fotografia scattata a parole da Enrico Marchi, presidente di Save, e quindi il più alto rappresentante del socio privato che, insieme alla parte pubblica, gestisce l'aeroporto veronese Catullo. Una fotografia che non avrebbe tanto discutere se Marchi non avesse aggiunto il proprio dispiacere nel vedere l'aeroporto strumentalizzato a fini politici. Una strumentalizzazione che parrebbe portata avanti dalla Lega, che prima ha attaccato il Governo per la mancata riapertura del Catullo e poi, per la stessa ragione, ha messo nel mirino anche Save. Ma anche Marchi è stato chiaro: il Catullo resta chiuso perché senza voli commerciali non avrebbe senso riaprirlo e il timore che l'aeroporto di Verona diventi satellite di quello di Venezia non avrebbe ragione di esistere, dato che proprio il Catullo è l'aeroporto che cresce di più tra quelli veneti.

Di fronte a questo intervento la Lega non poteva restare in silenzio. L'europarlamentare veronese Paolo Borchia ha dichiarato che: «La crescita del Catullo millantata da Save è solo apparente, sono cifre sparate senza tenere conto del contesto». E il resposabile della Lega provinciale di Verona Nicolò Zavarise ha aggiunto: «Verona cresce poco nel traffico passeggeri, se paragonata a Bergamo, Bologna e Venezia nel quinquennio a gestione Save».

In questa diatriba s'inserisce anche il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, che sottolinea il fatto che il sindaco di Verona Federico Sboarina è allineato più con Save che con la Lega. «Sembra aperto un divario pressoché incolmabile tra il sindaco e il maggior partito della coalizione che lo sostiene - scrive Bertucco - Questo gelo in seno alla maggioranza sta tenendo ferma l'amministrazione su questioni di vitale importanza».

Ed anche il coordinatore veronese di Azione Marco Wallner, insieme a Federico Vantini del comitato nazionale, mostra «la contraddizione in cui è caduto il sindaco di Verona che, da un lato, si distingue per chiedere al Governo di riaprire subito tutte le attività commerciali della città mentre, dall'altra, tace sulla chiusura dell’aeroporto». Secondo i due esponenti del partito di Carlo Calenda: «Dopo la batosta di Vinitaly e della stagione lirica, rimandati all'anno prossimo, sarebbe stata fondamentale la riapertura del Catullo che gli enti pubblici veronesi avrebbero dovuto richiedere quanto meno con più forza. Se poi ciò non fosse possibile per mirate strategie gestionali, se ne attende riscontro con argomentazioni di sicuro fondamento, ma non certo con veloci slogan poco comprensibili».

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