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Centrodestra veronese ancora in fiamme per le scintille tra Tosi e Fratelli d'Italia

L'ex sindaco attacca ogni giorno Giorgia Meloni, che replica: «Tosi sembra essere fiero di aver fatto vincere la sinistra». E Polato rincara la dose: «Tosi distrugge tutto ciò che tocca». Ma qualche segnale di autocritica s'intravede

Brucia ancora la sconfitta elettorale nel centrodestra veronese. Brucia come un incendio che continua ad essere alimentato dalle scintille tra Forza Italia e Fratelli d'Italia. Qualcuno a livello locale comincia a lanciare secchi d'acqua, ma le fiamme sono ancora troppo calde. E allora si attende che il tempo smorzi il fuoco e che dalle ceneri possano nascere nuovi legami.

Forza Italia contro Fratelli d'Italia è in realtà Flavio Tosi contro Fratelli d'Italia. L'ex sindaco, da poco entrato nel partito di Silvio Berlusconi, sta rilasciando interviste più o meno a tutti i quotidiani nazionali, ripetendo gli stessi concetti. Per Tosi, il centrodestra ha perso a Verona per colpa di Federico Sboarina e del suo partito Fratelli d'Italia. E Tosi aggiunge che per guidare il centrodestra non basta essere il partito con più voti, come rivendicato da Fratelli d'Italia e dalla sua leader Giorgia Meloni. Una leader inadatta a guidare il centrodestra in Italia, sempre secondo Tosi, perché simile alla francese Marine Le Pen e quindi troppo populista, mentre la coalizione dovrebbe essere guidata da una figura più moderata ed europeista.
A queste interviste, Giorgia Meloni ha risposto durante un convegno di Ecr, partito europeo di cui è presidente: «Un esponente di Forza Italia dice che il centrodestra dovrebbe liberarsi di Fratelli d'Italia, vorrei sapere se questa è la linea di Forza Italia. Tosi sembra essere fiero di aver fatto vincere la sinistra, e mi sembra che lo voglia fare anche a livello nazionale».
E la replica ufficiale di Forza Italia non si è fatta attendere. «Non rispondiamo in alcun modo, non alimentiamo polemiche di nessun genere - hanno scritto i forzisti - Andiamo avanti a lavorare sereni cercando un clima migliore. Giorgia Meloni non ha risposto a un leader di Forza Italia ma a uno che fa il consigliere comunale a Verona e che può dire quello che vuole in virtù del suo ruolo. Avete mai sentito Berlusconi e Salvini rispondere a un consigliere comunale di Verona?».

Il problema è che quel consigliere comunale di Verona, ovvero Flavio Tosi, si dovrà sedere nei banchi della minoranza insieme ad altri consiglieri comunali, tra cui quelli di Fratelli d'Italia. E se le parole di Tosi nei confronti di Meloni non sono gentili, non lo sono neanche quelle rivolte a Tosi dal meloniano Daniele Polato: «Per l'ennesima volta Flavio Tosi ha usato Verona per le proprie ambizioni politiche, familiari e personali. Forza Italia si accorgerà ben presto di chi ha imbarcato: un soggetto che distrugge tutto ciò che tocca. Da sempre, a Verona ed in Veneto, Tosi ha minato l'alleanza di centrodestra, diventando sinonimo di incoerenza politica. Da segretario regionale uscente della Lega Nord si candidò nel 2015 contro il centrodestra unito e contro il presidente Luca Zaia: in seguito sostenne il referendum promosso da Renzi contro i partiti del centrodestra. Nel 2017 candidò a Sindaco di Verona sua moglie contro il candidato della coalizione del centrodestra unito. In questi ultimi cinque anni, e fino all’ultimo giorno di questa campagna elettorale, ha osteggiato in ogni modo il sindaco uscente. Pure quando Silvio Berlusconi invitò i suoi elettori a sostenere i candidati di centrodestra, Tosi non ha esitato un solo istante a sottolineare il suo distinguo, inveendo nuovamente contro Sboarina. La verità è che lo scopo di Tosi è di natura prettamente personalistica: ambiva alla sconfitta del centrodestra, per poi potersi rigenerare in un partito e in una fede berlusconiana che ha sempre osteggiato ed insultato. Ora, dopo la grave sconfitta di Verona che ci obbliga tutti ad un esame di coscienza, dopo l’invito ad una riflessione propositiva giunto unitariamente dai nostri leader nazionali all’insegna dell’unità del centrodestra, se ne esce nuovamente criticando ed accusando Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia. Dobbiamo consolidare l’alleanza di centrodestra, con programmi e proposte che rispondano concretamente alle esigenze ed alle aspettative dei nostri cittadini e dei nostri territori».

Il centrodestra veronese è dunque ancora al periodo delle reciproche accuse tra tosiani e sboariniani, anche se qualcuno sta provando a voltare pagina. Massimo Giorgetti di Fratelli d'Italia ha scritto: «La partita elettorale è finita. Non è andata come speravamo. Nei prossimi giorni ne indagheremo i motivi. Abbiamo il dovere di farlo per primi. Perché Fratelli d'Italia è comunque il primo partito del centrodestra a Verona. Per questo dobbiamo fare, prima in casa nostra e poi con gli altri partiti, un'analisi profonda, anche violenta ma onesta, umile e sincera, senza cercare delle scuse per difendere la propria posizione». Un richiamo all'autocritica, che finora non si è ancora vista nella coalizione sconfitta alle urne. Una coalizione che dovrà imparare a collaborare in consiglio comunale se vorrà ricompattarsi e avere più possibilità di vittoria tra cinque anni. E da Giorgetti, come anche dalla Lega, il suggerimento ai prossimi consiglieri comunali di centrodestra è di mettersi alle spalle i roventi attriti della campagna elettorale e di concentrarsi su ciò che unisce e non su ciò che divide.

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