Central Park, critiche a Sboarina: «Sogno destinato a rimanere tale»

Il consigliere comunale Bertucco: «Sostenibilità economica dell'intervento è un dei punti di debolezza del progetto». Il tosiano Bozza: «Smentita la promessa di messa a verde di tutta l'area dello scalo»

Progetto del Central Park

«Il masterplan sull'ex scalo merci non ha chiarito i tanti dubbi che circondano l'area». Il commento è del consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, il quale non è l'unico ad avere espresso dubbi sul progetto per la realizzazione di un grande parco cittadino per riqualificare l'area dell'ex scalo merci ferroviario di Verona Porta Nuova. Il parco è il Central Park promesso dal sindaco di Verona Federico Sboarina. Una promessa che per il consigliere Bertucco resterà tale, perché il consigliere ritiene che i tempi indicati per la realizzazione del parco (2026, anno delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina) non potranno mai essere rispettati.
«Per arrivare al parco bisogna fare una bonifica di tutta l'area dalle bombe (risalenti ancora alla Seconda Guerra Mondiale) e dai metalli pesanti residui delle attività produttive presenti nella zona dello scalo merci. Una bonifica costosissima che non si sa bene di chi sarà a carico e che tempi avrà - ha spiegato Bertucco - La sostenibilità economica dell'intervento è un dei punti di debolezza del progetto. Ma è sul parco che il bluff è ormai chiaro: non ci sarà un unico grande parco ma il verde dovrà convivere con nuovi spazi urbanizzati. Entrando nello specifico, sull'area sono previsti 22mila metri quadrati di commerciale, 27mila di alberghiero, 10mila di direzionale, 51mila di parcheggi. 25mila di residenziale e 18mila di servizi vari e aree sportive. Ed è prevista la costruzione di due non meglio precisate torri direzionali. Come siano uscite le percentuali di verde, l'86% dell'area, è un mistero della fede. E per pagare l'operazione per chissà quanti anni si potrà continuare a dispensare permessi a costruire e a congestionare i quartieri della città con funzioni urbanistiche inutili o ridondanti. Più che un'opportunità, si tratta dunque di una trappola e di una beffa per i quartieri a sud di Verona. Stando a questo schema, tutti i quartieri della città saranno chiamati a contribuire in prima persona alla valorizzazione dei terreni dello scalo, rinunciando agli standard a verde al proprio interno. Con una mano si dà e con l’altra si toglie. Ma come e quando tutto questo dovrebbe accadere non è chiaro».

Anche il tosiano Alberto Bozza ha espresso un commento critico dopo la presentazione del cosiddetto Central Park. «Come possiamo credere che Sboarina realizzi entro un'opera del genere? - scrive Bozza - Sboarina è uno specialista nel bloccare le opere altrui ed è riuscito nell'impresa di lasciar fermi per un anno i lavori del filobus bloccando la città, dimostrando di non saper realizzare e gestire con capacità politica e amministrativa le questioni che riguardano i veronesi e la città. Smentita poi la promessa di messa a verde tutta l'area dell'ex scalo ferroviario mentre, com'era ovvio e scontato, una parte di quel sedime sarà messo a reddito economico».

E pure Pietro Trincanato, presidente del movimento civico Traguardi, crede che il sogno del Central Park resterà solo un sogno. «Il progetto - ha detto Trincanato - non può che essere accolto con positività, ma si tratta solamente di belle speranze e bei disegni con cui tentare di riconquistare la moltissima fiducia dall'amministrazione. E prima di pensare a nuovi mirabolanti parchi, il sindaco dovrebbe concentrare energie ed investimenti nella riqualificazione di quell’enorme patrimonio verde che sono i Bastioni, ormai quasi interamente di proprietà comunale; dovrebbe realizzare il tanto atteso regolamento del verde ed un piano di piantumazione più efficiente ed a lunga durata per sostituire i tantissimi alberi persi a causa delle tempeste estive. Dovrebbe, ancora, dimostrare di possedere una effettiva capacità gestionale del verde urbano, che ad oggi è semplicemente inesistente». E Giacomo Cona, segretario di Traguardi, chiosa: «I veronesi hanno ormai capito che questa è la giunta dei grandi progetti e delle pagine di giornale a cui non seguono i risultati. L'amministrazione preferisce i sogni alla realtà, che è fatta di gestione del presente e di soluzione delle numerose problematiche che la nostra città ha accumulato in questi ultimi anni».

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