Annunciati voli, ma Catullo ancora chiuso. Lega: «Danno per l'economia»

Il ministro delle infrastrutture Paola De Micheli ha firmato un nuovo decreto che non ha riattivato lo scalo veronese. I leghisti veronesi polemizzano ed anche il Movimento 5 Stelle punzecchia Save

Foto di repertorio

Si allunga la lista degli aeroporti italiani che riaprono dopo la chiusura imposta dall'emergenza coronavirus. Il ministro delle infrastrutture Paola De Micheli ha firmato un nuovo decreto che da ieri, 3 giugno, ha riattivato gli scali di Alghero e Brindisi, ad esempio, ma non il Catullo di Verona. L'aeroporto scaligero resta ancora chiuso nonostante gli annunci di Volotea ed Air Dolomiti che assicurano voli da e per il Catullo a partire dal 18 giugno. Da qui al 18 giugno mancano ancora dei giorni e quindi è probabile che presto la ministra De Micheli permetta all'aeroporto di Verona-Villafranca di ripartire. 

La chiusura del Catullo per tutto il mese di maggio è stata al centro di una polemica portata avanti dalla Lega, la quale ha continuamente chiesto che lo scalo riaprisse, arrivando a criticare anche Save, il socio privato che insieme al pubblico gestisce l'aeroporto. E la prospettiva di un Catullo chiuso anche per tutta la prima parte di giugno non può che ravvivare questa protesta. I deputati veronesi della Lega Vito Comencini e Vania Valbusa hanno dichiarato che questo fermo prolungato potrebbe «produrre gravi danni al tessuto economico del nostro territorio» e mettere «a rischio posti di lavoro».

Di lavoro parla anche la deputata veronese del Movimento 5 Stelle Francesca Businarolo, la quale ha commentato la nomina a Cavaliere del Lavoro del presidente di Save Enrico Marchi. «È un alto riconoscimento - ha commentato con una certa ironia Businarolo - Contiamo dunque che il neo cavaliere vorrà finalmente mettere alla prova il suo titolo, dando al sistema aeroportuale del Nordest il valore che ci attendiamo da tempo».

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Mentre il presidente dell'associazione delle piccole e medie imprese di Verona Renato Della Bella chiede che lo scalo veronese riaffermi la propria centralità con autonomia di progettazione e strategia, in particolare ora che dovranno essere rinominati i componenti del consiglio di amministrazione dell'aeroporto scaligero. «Apindustria auspica che, nell’effettuare tali nomine, la politica adotti criteri di scelta orientati verso soggetti di spessore e capacità tecnico progettuali che incarnino le aspettative di coloro che hanno a cuore lo sviluppo di Verona e soprattutto una visione e un progetto per il futuro dell'aeroporto che lo porti a superare la fase di stallo in cui si è trovato in questi anni», ha sottolineato Della Bella.

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