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Operazione Ariel, Flavio Tosi si difende: «Ricostruzione fantasiosa»

La compravendita viene ritenuta sospetta secondo una ricostruzione giornalista. E il consigliere Bertucco ricorda: «Sul caso feci un'interrogazione nel 2016, a cui l'ex sindaco non rispose»

Si tratta di una ricostruzione di fantasia, infarcita di frasi al condizionale. Singolare coincidenza, tornano a colpirmi sotto le elezioni europee.

L'ex sindaco di Verona Flavio Tosi ha replicato in questo modo ad un articolo del Corriere della Sera firmato da Milena Gabanelli e Mario Gerevini. L'articolo in questione ha riportato alla luce il caso della compravendita di una palazzina a Borgo Trento di proprietà della società Ariel, società di Tosi al 95% e della moglie dell'ex assessore Enrico Toffali al 5%. Un affare sospetto secondo la ricostruzione giornalistica riportata a quattro mani sul quotidiano. «Un'operazione immobiliare perfettamente lineare, tutto tracciabile e verificabile», secondo Tosi che auspica l'avvio di un'indagine per fare chiarezza.
«Su certi giornalisti non posso esprimermi ulteriormente - ha concluso l'ex sindaco - Ho già una denuncia in corso con loro e non posso dire tutto quello che penso, tranne che seguiranno altre denunce da parte mia».

Il caso ha attirato l'attenzione anche del consigliere comunale di Sinistra e Verona in Comune Michele Bertucco che ricorda una sua specifica interrogazione, datata 2016, sulla compravendita ritenuta sospetta. «All'interrogazione, purtroppo, Flavio Tosi non ha mai fornito una risposta», scrive Bertucco.

Parliamo di una palazzina composta da quattro appartamenti, un magazzino, un negozio, una veranda e un'area urbana, dalle ottime potenzialità "commerciali" essendo vicino all'ospedale cittadino ma di cui è usufruttuaria la madre di Toffali mentre la moglie dell'avvocato-assessore è titolare soltanto della nuda proprietà - spiega Bertucco - Il 7 aprile 2010 la moglie cede la proprietà della palazzina alla società Ariel, intestata a se stessa e alla figlia, e una settimana dopo le due titolari cedono il 95% delle quote della Ariel a Tosi per la somma di 400mila euro, pari all'importo del finanziamento che risulta essere stato acceso sulla società. Tosi risulta pagare subito la somma di 180 mila euro, mentre promette il saldo dei 220 mila euro entro due anni. Il termine del saldo scadeva il 15 aprile 2012, più o meno un mese prima della riconferma di Toffali ad assessore comunale. Al tempo, inoltre, Flavio Tosi sembrava contare su una fortissima disponibilità finanziaria per il finanziamento delle sue campagne elettorali e per la capitalizzazione della sua fondazione politica. Da una parte Tosi affermava di vivere unicamente dei proventi delle sue cariche politiche, dall'altra parte molti dei suoi "donatori" pretendevano l'assoluto anonimato rifiutandosi di comparire nei resoconti delle campagne elettorali e della fondazione politica. Comunque, non è mai troppo tardi per fare chiarezza

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