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«Sulle case di riposo mancata attenzione della Regione Veneto»

Dopo la denuncia dei sindacati dei pensionati su rette e liste d'attesa, il consigliere regionale Bozza chiede maggiori investimenti. E Bigon aggiunge: «Nuova programmazione tarata male, non copre il fabbisogno»

Maggiori investimenti per soddisfare le necessità degli anziani in parte o totalmente non autosufficienti. Lo hanno chiesto ieri, 24 maggio, i sindacati dei pensionati veronesi. E lo chiedono anche due consiglieri regionali scaligeri, Anna Maria Bigon del Partito Democratico e Alberto Bozza di Forza Italia.

Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil di Verona hanno tenuto ieri un incontro pubblico sugli anziani non autosufficienti. Un appuntamento in cui i sindacati hanno rilanciato le loro proposte e dove hanno confermato i numeri di un sistema di assistenza «carente e in disequilibrio».
Nel Veronese, ad esempio, ci sono circa 1.500 i lista d'attesa per un posto nelle case di riposo. Strutture, tra l'altro, sempre più costose e con rette che mediamente non possono essere coperte solamente con le pensioni. Un quadro, quindi, che mostra già delle difficoltà e che ne mostrerà sempre di più visti i tassi di invecchiamento della popolazione.

«La nuova programmazione della Regione Veneto non copre il fabbisogno perché tarata sul 2021, quando la lista d'attesa era a quota 579 - ha commentato la consigliera PD Bigon - Ora, oltre al boom di domanda, c'è l'aggravante che molti posti letto non verranno attivati per mancanza di personale. I 100 milioni che abbiamo chiesto a bilancio per le rsa erano proprio dovuti a questo scenario. E la riforma del settore, attesa da anni, non è un dettaglio secondario. Anzi, è la via maestra per riadeguare tutto il sistema alle nuove necessità e all'evoluzione di un quadro dove, ad esempio, si assiste ad un accesso nelle strutture sempre più avanzato nel tempo, e dunque con casi sempre più numerosi di non autosufficienza e cronicità. Questo implica un rafforzamento del monte ore di assistenza e ovviamente in termini di personale, anche specialistico».

Anche per Bozza, «i dati sono impietosi e confermano che negli ultimi dieci anni probabilmente è mancata una certa attenzione a tutti i livelli, quello statale, ma anche nelle politiche socio-sanitarie regionali». Il consigliere di Forza Italia ritiene dunque necessari investimenti che permettano di ridurre le liste d'attesa e rafforzare il personale che assiste gli anziani. «Occorre anche potenziare l’assistenza domiciliare e diurna per le non autosufficienze meno gravi», ha aggiunto Bozza, che affronta anche il capito rette: «Ricordo gli sforzi delle strutture per calmierarle o comunque non aumentarle, ma le stesse rsa sono alle prese con l’aggravio degli oneri sui loro bilanci. Sia a livello statale che regionale occorre in primis aiutare le rsa a ridurre questi costi».

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