Bisinella attacca, Bertucco e Casali rispondono. "È lei la voltagabbana"

Il consigliere comunale di sinistra: "Il fatto che io abbia sostenuto Sboarina è una bugia". E Casali predice: "La senatrice non resterà a lungo in consiglio comunale"

Patrizia Bisinella (foto di repertorio)

Stefano Casali è un voltagabbana e Michele Bertucco, pur essendo di sinistra, ha sostenuto al ballottaggio il candidato di centrodestra Federico Sboarina. Smaltita l'amarezza per la sconfitta elettorale, la senatrice Patrizia Bisinella ha rotto il silenzio con un'intervista al quotidiano L'Arena, confermando che manterrà sia il suo ruolo da senatrice che quello da consigliere comunale.

Bisinella ha detto che in consiglio comunale farà un'opposizione nell'interesse dei cittadini, con un approccio concreto e aperto a tutte le altre forze di minoranza. Tra queste forze c'è anche la lista che ha porta all'elezione di Michele Bertucco, consigliere di opposizione ma che ha lodato il neo sindaco Sboarina per aver bloccato il project financing sull'Arsenale. "La fantomatica alleanza tra la nostra coalizione, civica e di sinistra, e la destra di Sboarina e della Lega è una bugia - ha replicato Bertucco - Apprezzo invece l'impegno della senatrice, in controtendenza rispetto ad altre scelte, nel voler lavorare in consiglio comunale dove non attendiamo lezioni né da lei né da Flavio Tosi che nei suoi 10 anni di governo ha sempre agito per i pochi a scapito dei molti".

Bertucco inoltre suggerisce a Patrizia Bisinella di fare attenzione al suo fronte, quello dei tosiani, che potrebbe sgretolarsi. Lei però ha già dichiarato che il suo schieramento è salto e i voltagabbana come Stefano Casali erano già passati dalla parte di Sboarina prima dell'esito delle elezioni. "Non al sottoscritto ma semmai a lei si addice il termine di voltagabbana politico - ha replicato Casali - È lei che è stata nominata parlamentare nel centro destra con la Lega Nord in un listino bloccato per poi cambiare casacca, tradendo il centrodestra e i suoi elettori. Mi permetto di fare un previsione, ossia che nonostante quello che ha detto in ogni sede non rimarrà in consiglio comunale a Verona a fare opposizione per tutto il mandato, forse perché Verona non è la sua città. Forse perchè tenterà, magari sarà buona la seconda, di candidarsi a sindaco a Castelfranco, il suo comune, oppure forse cercherà da Renzi un posto in un listino bloccato per il parlamento come ha già fatto in Lega Nord".

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