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Domenica, 28 Novembre 2021
Politica Centro storico / Piazza Bra

Donna uccisa dalla pillola abortiva paragonata a un veleno: cartello choc a Verona

«La RU 486 è un metodo abortivo considerato sicuro ed efficace dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità», afferma Caterina Bortolaso di Traguardi

«Sono apparsi anche nel centro storico di Verona i manifesti choc del Movimento per la Vita, che paragonano la pillola abortiva RU486 a un veleno, attraverso l’immagine di una donna sdraiata a terra appena avvelenata da una mela che aveva morso». Lo denuncia una nota del movimento politico Traguardi che, tramite la sua esponente Caterina Bortolaso, consigliera di Seconda circoscrizione con delega alle pari opportunità, sul tema puntualizza: «La RU 486 è un metodo abortivo considerato sicuro ed efficace dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, e ormai utilizzato nella quasi totalità dei paesi dell'UE e del mondo. Si tratta peraltro di un metodo introdotto in Italia già nel 2009, il cui utilizzo è stato recentemente esteso dalle linee guida del Ministro della Salute, fino alla nona settimana di gestazione (in linea con gli altri paesi UE) e senza necessità di ricovero. Decisione - afferma Bortolaso - che costituisce semplicemente un passo di civiltà in quanto non comporta i rischi legati alle complicazioni possibili dell’intervento chirurgico (rottura dell’utero, lacerazioni del collo dell’utero, emorragie ecc.). Parlare di veleno è semplicemente una subdola strumentalizzazione».

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Caterina Bortolaso, consigliera di seconda circoscrizione con delega alle pari opportunità

«Campagna sensazionalistica e colpevolizzante, - prosegue nella dura critica Beatrice Verzé, vice presidente di Traguardi - sostenere le donne e essere dalla loro parte significa dare sostegno concreto attraverso nidi gratuiti, sostegno psicologico post partum, educazione sessuale nelle scuole e sistemi di maternità e paternità egualitari. Tutto il resto rimane esclusivamente nella sfera della libertà personale di scelta che la legge 194 ha a suo tempo finalmente concesso. È un diritto acquisito: facciamo in modo che venga esercitato in modo consapevole e in sicurezza».

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Beatrice Verzé, vice presidente di Traguardi

Acnhe Non una di meno -Verona è intervenuta sulla vicenda tramite una nota: «Attraverso una nuova campagna presente anche a Verona, gli antiabortisti di Pro Vita accusano le donne che scelgono di interrompere la gravidanza con la RU486 di assumere veleno e uccidere i loro figli. Attaccano, dicendo di stare dalla parte delle donne, i loro diritti con la disinformazione scientifica. L’aborto per via farmacologica prevede l’assunzione di due farmaci a distanza di 48 ore uno dall’altro: il primo blocca la gravidanza e il secondo aiuta l’espulsione degli ultimi tessuti che si sviluppano nel corso della gravidanza. Funziona con una percentuale tra il 92 e il 99 per cento ed è una pratica sicura, come dimostra la più autorevole letteratura scientifica internazionale e come afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha incluso i due farmaci nella lista delle medicine essenziali».

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