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Martedì, 24 Maggio 2022
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Le Province al Governo: «Azzerare effetti del caro bollette sui bilanci pubblici»

Michele de Pascale, presidente dell'Unione delle Province d'Italia, è intervenuto in audizione alla Commissione Bilancio del Senato

Anche se a modo loro cercano di aiutare le famiglie in difficoltà per il caro bollette, anche gli enti locali devono affrontare lo stesso problema e chiedono al Governo un aiuto. Per farsi sentire a Roma, i sindaci hanno protestato la settimana scorsa spegnendo i principali monumenti cittadini. E così Federico Sboarina ha tenuto al buio l'Arena. Oggi, 14 febbraio, è stata la volta delle Province, che hanno presentato le loro proposte durante un'audizione sul decreto Sostegni ter alla Commissione Bilancio del Senato.
Per conto dei presidenti provinciali italiani ha parlato Michele de Pascale, presidente della Provincia di Ravenna (nonché sindaco del capoluogo) e presidente dell'Upi (Unione delle Province d'Italia). Per de Pascale, il decreto Sostegni ter è «un provvedimento necessario, che tuttavia non interviene in misura sufficiente a favore di enti locali, i cui bilanci stanno subendo pesanti ripercussioni sia rispetto alle entrate, in continua diminuzione, sia rispetto alle spese, a causa dei rincari dei costi di energia, gas e materie prime. Il caro bollette, che in media è del 40%, impatta sui costi energetici e del riscaldamento degli oltre 7.100 edifici delle scuole secondarie superiori, delle palestre e degli impianti sportivi aperti anche fuori dall’orario scolastico, gestiti da Province e Città metropolitane. Per questo si tratta almeno destinare a Province e Città metropolitane almeno 80 milioni a fronte di una spesa media attuale per riscaldamento ed energia di 200 milioni».
In breve, le Province italiane hanno chiesto al Governo di rifinanziare il fondo Covid per gli enti locali e di creare un fondo specifico per azzerare gli effetti del caro bollette sui bilanci pubblici. «La crisi da Covid-19 continua ad avere un impatto pesante sul crollo dei tributi delle Province, che sono legati al mercato dell’auto, e dunque è indispensabile consentire agli enti di far fronte a queste minori entrate attraverso il Fondo Covid che, per quanto riguarda le Province, deve essere incrementato di almeno 100 milioni, per consentire il pieno recupero delle imposte tributarie», ha aggiunto de Pascale.
Inoltre, ci sarebbe bisogno di un fondo per sostenere le Province in pre-dissesto. «Il Parlamento ancora non ha mai dato risposte - ha concluso il presidente dell'Upi - Per questi enti chiediamo la costituzione di un fondo triennale di 15 milioni per ciascun anno dal 2022 al 2024, così da permetterne il ripristino della stabilità ed accelerare l’uscita dalla situazione di crisi finanziaria».

Nel frattempo, i Comuni cercano di intervenire come possono e a Verona il sindaco Sboarina ha pensato ad un pacchetto di soluzioni da 1,5 milioni di euro in favore delle famiglie in difficoltà per le bollette di luce e gas. «Si può certamente fare di meglio tagliando le spese e riordinando le partecipazioni comunali che attualmente funzionano da poltronificio per politici che i cittadini hanno lasciato in panchina alle elezioni - hanno commentato i consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani - Il problema è anche strutturale: da quando gli utili delle aziende, Agsm in primis, sono entrati a far parte in pianta stabile delle poste che compongono il bilancio comunale, non c’è più spazio per interventi sul sociale e si è ridotta anche la capacità di autofinanziamento delle aziende stesse».

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