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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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Incidenti venatori, Zanoni propone pettorine e numeri identificativi per i cacciatori

Il consigliere regionale PD, primo firmatario della mozione: «Se gli automobilisti viaggiano in auto con la targa, non vedo perché non possano fare altrettanto i cacciatori che girano con un'arma potenzialmente letale»

«Obbligo di pettorina con numero di matricola per i cacciatori, così da consentirne l'identificazione anche in caso di incidenti e scoraggiare comportamenti illeciti. Non è una misura punitiva, bensì a tutela della sicurezza dei cittadini. Così chiunque riuscirebbe a leggere la matricola, riportata a caratteri cubitali, potendo denunciare alle forze dell’ordine, in caso di danni e abusi, i responsabili che scappano senza prestare soccorso». La proposta è di Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico del Veneto e primo firmatario di una mozione sottoscritta dalla collega veronese Anna Maria Bigon, da Cristina Guarda di Europa Verde e da Arturo Lorenzoni.

«I cacciatori che rispettano le regole e le loro associazioni dovrebbero essere d’accordo con la nostra proposta e sostenerla: le "mele marce" sono ovunque e rischiano di danneggiare tutti indiscriminatamente», ha aggiunto Zanoni, riportando alcuni incidenti che recentemente sono stati provocati da cacciatori. A Cavarzere, un cacciatore si è introdotto in un giardino privato e ha ucciso intenzionalmente un cane per poi puntare il fucile contro la proprietaria. E a Fossalta di Piave padre e figlio neonato sono stati colpiti dai pallini da caccia mentre si trovavano nel giardino della propria abitazione. «In entrambi i casi i responsabili sono scappati senza prestare soccorso», ha dichiarato il consigliere regionale del PD.

Per Zanoni, rendere immediatamente identificabili i cacciatori «sarebbe un deterrente per chi non rispetta le regole e agevolerebbe il lavoro delle forze dell’ordine», anche alla luce dei numeri dell'attuale stagione venatoria in cui sono rimaste ferite sei persone, quattro delle quali non cacciatori. E tra queste c'è anche l'escursionista che a Zevio è stata ferita a un occhio.
«È evidente che servano provvedimenti più severi degli attuali sia sul fronte della prevenzione che dell'inasprimento delle pene - ha concluso Zanoni - Con questa mozione, oltre alle pettorine con matricola, chiediamo di raddoppiare le distanze di sicurezza da edifici e strade nell’attività di caccia; il divieto di iscrizione agli Ambiti territoriali di caccia e Comprensori Alpini per almeno 10 anni per chi causa incidenti violando le distanze di sicurezza da strade e abitazioni e la revoca del tesserino con divieto di rilascio di uno nuovo per lo stesso periodo temporale. Sarebbe poi utile anche eliminare il nomadismo venatorio, inserito per legge qualche anno fa, che consente ai cacciatori di spostarsi in tutto il Veneto, da una provincia all’altra, in uno stato di semi anonimato. Se gli automobilisti viaggiano con una targa identificativa, non vedo perché non possano fare altrettanto i cacciatori che girano con un'arma potenzialmente letale per altre persone. Non sono misure contro qualcuno, ma a tutela di tutti».

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