Politica

Caccia, gli animalisti esultano ma la Regione promette battaglia

La sentenza del Tar del Veneto non sembra aver chiuso la questione, infatti l'assessore regionale alla caccia Daniele Stival conferma che l'istanza di revoca è già pronta

Le associazioni ambientaliste esultano, in una nota diffusa, per la sentenza del Tar del Veneto che ha di fatto appoggiato le loro richieste. La vicenda però non può dirsi ancora conclusa, visto che dalla Regione arrivano conferme che verrà presentata un'istanza di revoca. 

"Con uno storico decreto, il Tar di Venezia ha sospeso, a far data dal 3 ottobre scorso, gran parte del calendario venatorio del Veneto. I cacciatori non potranno quindi sparare a ben 19 specie di uccelli classificate a rischio, mentre, per altre specie di uccelli migratori, dovranno rinfoderare le loro doppiette con dieci giorni di anticipo rispetto alle concessioni del calendario venatorio.  

'Di fatto il Tar ripristina il rispetto delle regole - commentano Lac, Lav, Enpa, Legambiebte, Lipu E Wwf - richiamando a responsabilità e scelte dell'Amministrazione regionale, ancora una volta condizionate dall'estremismo venatorio.'  

Scelte che negli anni hanno relegato la Regione a maglia nera nella tutela della fauna selvatica a livello europeo. Addirittura il Commissario Europeo all’Ambiente è dovuto intervenire con una specifica lettera per richiamare l’Italia al rispetto delle direttive comunitarie sistematicamente violate dal nostro Paese.  

In particolare la caccia in deroga, avallata dagli amministratori che si sono succeduti alla guida della regione Veneto, ha determinato la condanna del nostro Paese, da parte della Corte di Giustizia Europea, trasmettendo all’estero l’immagine di uno Stato dedito alla continua elusione delle regole. Condanna che ha colpito tutti i cittadini italiani a causa dell’arroganza degli amministratori veneti, proni da sempre alle richieste più estremiste del mondo venatorio.  

E proprio in tema di caccia in deroga, lunedì prossimo la commissione regionale competente deciderà se dare il via ad una nuova stagione, nonostante le istituzioni europee e nazionali si siano già espresse per bloccare l’ennesimo massacro di uccelli migratori.   “Auspichiamo che, dopo il severo ammonimento del TAR Veneto, il progetto venga definitivamente abbandonato - concludono le Associazioni - tutelando così l’immagine dei cittadini veneti ed italiani, oltre che la vita di milioni di uccelli migratori”.

Da Venezia però non si fa attendere la risposta dell'assessore regionale alla caccia Daniele Stival.

“Chi tanto pontifica su presunte mancanze della Regione Veneto sul calendario venatorio siede da anni a Bruxelles e da anni non sembra essersi accorto, perché nulla ha fatto, che il problema, non solo del Veneto ma anche di altre Regioni come Lazio, Campania e Puglia, si trova nella cosiddetta direttiva uccelli emanata dall’Europa nella notte dei tempi”.

 “A noi – aggiunge Stival – si imputa di non avere un piano di gestione per alcune specie di fauna migratoria inserite nell’elenco europeo di quelle non cacciabili in assenza di un piano di gestione. Ma questa è una grave mancanza dell’Europa, non delle singole Regioni, perché la fauna migratoria, in quanto tale, interessa numerosissimi Stati Europei e quindi, se un Piano deve esserci, questo deve essere europeo, non certo regionale e nemmeno nazionale!”.

“Mi chiedo – prosegue l’assessore – dove sono stati in tutto questo tempo gli intrepidi difensori dei nostri cacciatori, e come mai non si siano accorti di questa assurdità cercando di porvi rimedio”.

“Comunque – conclude Stival – noi rimaniamo convinti delle nostre ottime ragioni e sulla base di queste abbiamo già praticamente definito l’istanza di revoca della sospensiva che stiamo per depositare al Tar”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Caccia, gli animalisti esultano ma la Regione promette battaglia

VeronaSera è in caricamento