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Venerdì, 28 Gennaio 2022
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Busto di Mussolini apposto sul cruscotto di un'auto Agsm, la denuncia dell'On. D'Arienzo

"La domanda è d’obbligo, - incalza provocatoriamente il parlamentare del Pd Vincenzo D'Arienzo - il busto di Mussolini è una dotazione individuale o di servizio? Un’azienda pubblica non può e non deve riabilitare o favorire l’apologia di quel personaggio"

La principale azienda pubblica del Comune di Verona, la multiservizi Agsm, conta tra le fila delle sue autovetture aziendali, anche un veicolo con il busto di Benito Mussolini apposto sul cruscotto.

La notizia è stata resa nota in queste ore dal parlamentare veronese del Partito democratico Vincenzo D'Arienzo, il quale ha scritto una nota molto polemica corredata dalle fotografie che testimoniano il tutto:

«Un’auto dell’AGSM, azienda del Comune di Verona, espone un’immagine del dittatore fascista Benito Mussolini. In bell’evidenza sul cruscotto, - scrive l'On. D'Arienzo - l’utilizzatore dell’auto di servizio, come dimostra il biglietto esposto, non ha alcun problema a rendere pubblico quel simbolo del male. La domanda è d’obbligo, quindi: il busto di Mussolini è una dotazione individuale o di servizio? Un’azienda pubblica non può e non deve riabilitare o favorire l’apologia di quel personaggio. Non è consentita alcuna sottovalutazione sul rischio di revisionismo storico di un periodo e di persone che hanno distrutto l’Italia e insanguinato l’Europa».

Busto Benito Mussolini auto Agsm

Di qui dunque la formale ed esplicita richiesta d'intervento da parte dei vertici di Agsm, nonché dello stesso Comune di Verona, formulata dal parlamentare D'Arienzo, affinché venga identificato il dipendente dell'azienda che ha esposto il simbolo raffigurante il dittatore fascista:

«L’azienda ed il Comune, proprietario di AGSM, devono immediatamente intervenire per bloccare ogni iniziativa che esalta pubblicamente un'azione riconosciuta reato dalla legge, a maggior ragione se compiuta da un proprio dipendente e con mezzi pubblici.

Chi ha esposto quel simbolo deve assumersi tutte le responsabilità del gesto ignobile che ha commesso, con l’aggravante che l’ha fatto con un mezzo che non è nella sua disponibilità e che è pagato anche con i soldi di chi, come me e la maggioranza dei veronesi, condivide valori che quel dittatore voleva eliminare, anche fisicamente».

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