Bus affollati e rischio contagio? D'Arienzo: «No alla didattica a distanza di Zaia, alternativa c'è»

Il senatore Pd D'Arienzo: «Per ridurre la capienza degli autobus, ATV può avviare servizi aggiuntivi nelle fasce orarie più cariche. No alla proposta di Zaia della didattica a distanza»

Bus affolato

Il tema dei trasporti oggi più che mai, nel pieno di quello che parrebbe essere l'inizio della risalita della curva dei contagi in Italia, è più che mai decisivo. I mezzi pubblici affollati sono sempre stati e restano tuttora un problema da gestire, ma sul "come" le ricette adottate finora non paiono sempre aver ottenuto risultati soddisfacenti. È chiaro poi che con la ripresa delle attività scolastiche in presenza siano aumentati anche i passeggeri, cioè appunto gli studenti, cui il servizio di trasporto pubblico ha dovuto far fronte. Per questo il tema dei mezzi si lega a doppio filo con quello delle lezioni in classe, come peraltro dimostrano le recenti parole del presidente del Veneto Luca Zaia, il quale ha rivelato di aver chiesto esplicitamente al governo di ripristinare la "didattica a distanza" almeno per alcune classi delel superiori, in modo proprio da alleggerire il carico per i mezzi del trasporto locale.

Di ben altro avviso pare invece essere il senatore veronese del Partito democratico Vincenzo D'Arienzo, capogruppo Commissione Trasporti, il quale in una nota spiega: «Per ridurre la capienza degli autobus, ATV può avviare servizi aggiuntivi nelle fasce orarie più cariche e gli orari delle scuole possono essere scaglionati. Serve un piano. No alla proposta di Zaia della didattica a distanza. Per il trasporto pubblico locale - prosegue il senatore Vincenzo D'Arienzo - è stato disposto il riempimento dei mezzi in misura non superiore all'80% dei posti consentiti della carta di circolazione dei medesimi. È più che evidente che in alcune fasce orarie è difficile rispettare questo limite e, peraltro, le evidenze scientifiche dimostrano che i tempi di percorrenza media dei passeggeri, pur in presenza di misure quali l'apertura dei finestrini o di altre prese d'aria in grado di garantire il ricambio d'aria, non risultano sufficienti per contrastare sufficientemente la diffusione dei contagi. Anche per questo è necessario corrispondere i timori diffusi dei veronesi e la conseguenza, negativa, di impedire l'usufruizione del trasporto pubblico e, quindi, l'incremento del traffico veicolare privato sulle nostre strade».

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Vincenzo D'Arienzo (Pd)

Il senatore D'Arienzo ha quindi voluto ricordare come «su proposta del Pd, nel Decreto Agosto è stata inserita una norma (comma 3 sexies art. 57) che autorizza procedure snelle per l’affidamento degli eventuali servizi aggiuntivi in subconcessione (aggiudicazioni in "urgenza" secondo quanto previsto dall'art.163 co.7 del Codice degli appalti). Grazie alla nostra proposta, - chiarisce il senatore Pd - l’appaltatore/concessionario del servizio di trasporto pubblico, qual è ATV, può individuare un soggetto, compreso le aziende dei bus turistici, stipulare con loro un contratto di sub-affidamento/sub concessione e inviarlo all’amministrazione concedente. Questa autorizza il subaffidamento condizionando risolutivamente lo stesso all’esito dei controlli attestanti il possesso dei requisiti di idoneità professionale e l’assenza dei motivi di esclusione sulle dichiarazioni rese e prevedendo in caso di esito negativo la revoca dell’autorizzazione e il pagamento delle sole prestazioni effettivamente eseguite. Questa velocissima procedura consente di attutire il problema del sovraccarico dei bus, soprattutto in alcuni orari».

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In sostanza, per il senatore dem Vincenzo D'Arienzo una strada alternativa per evitare il ritorno della "didattica a distanza" e, al contempo, gestire nel miglior modo possibile il problema del sovraffollamento dei mezzi pubblici, ci sarebbe: «Le spese per i servizi aggiuntivi, peraltro, sono rimborsati dallo Stato. Anziché la didattica a distanza proposta da Zaia per le classi quarta e quinta, - chiarisce il senatore Pd Vincenzo D'Arienzo - sia urgentemente istituito un tavolo tra Comune, Provincia e Direzione scolastica provinciale per studiare un piano con le azioni migliori per diluire il "peso" degli studenti sugli autobus. Una scelta simile, - conclude il senatore D'Arienzo - accompagnata dall'impiego di altri bus, così si impegnano ditte ferme a causa del virus certamente risolverebbe il cogente rispetto dell'80% di capienza degli autobus».

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