Bressan nel gruppo di Forza Italia alimenta la fronda dei fedeli al sindaco

La linea ufficiale del partito è quella di passare in minoranza, ma il consigliere Bianchini resta con Sboarina e Paola Bressan arriva dalla civica Battiti per dargli man forte

Paola Bressan (Foto di repertorio)

Il coronavirus ha limitato gli spostamenti fisici dei veronesi, ma non quelli politici, i quali sono più attivi che mai dopo le elezioni regionali. L'ultimo dei cambiamenti interni ai gruppi di maggioranza del consiglio comunale di Verona è quello annunciato ieri, 11 novembre, da Paola Bressan, che ha lasciato il gruppo della lista civica Battiti per aderire a quello di Forza Italia. «Una scelta condivisa con i colleghi, che mai avrei pensato di fare, ma che in questo momento ritengo importante», ha dichiarato Bressan.

Paola Bressan non lo ha dichiarato apertamente, ma ha lasciato intendere che la sua decisione è legata alla polemica interna alla sezione veronese di Forza Italia. Il coordinatore provinciale del partito Claudio Melotti ha annunciato il passaggio all'opposizione di Forza Italia, dove già operano due consiglieri forzisti, Alberto Bozza ed Anna Leso. Il simbolo di Forza Italia, però, è depositato in maggioranza e del suo gruppo fa parte un solo consigliere, Stefano Bianchini, il quale ha apertamente manifestato fedeltà al sindaco Federico Sboarina. Una fedeltà che potrebbe essere ripagata con un posto in giunta per Bianchini, il quale cederebbe il suo scranno in consiglio al non eletto Enrico Guardini. Se così fosse, Guardini farebbe gruppo con Bressan e rappresenterebbe l'anima di Forza Italia allineata con Sboarina. Mentre la fronda allineata con i vertici del partito sarebbe rappresentata da Bozza e Leso in minoranza. Tra l'altro, Bozza rappresenta Forza Italia anche in consiglio regionale, dove però siede tra i banchi della maggioranza che sostiene Luca Zaia. «Io aderisco al gruppo di Forza Italia portando i miei valori politici di area moderata e rispettando l'accordo elettorale del 2017 - ha commentato Bressan - A differenza di chi, come il consigliere Bozza, pur di accapparrarsi una carega in Regione, siede in due opposte fazioni. I movimenti di trasformismo politico con cambi di casacca fatti ad arte, non troveranno spazio nella maggioranza del nostro consiglio comunale».

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