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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Politica

Brancher si dimette. Per lui il mandato pi breve

Dopo 17 giorni da ministro l'annuncio dell'onorevole: "Cos dico stop alle speculazioni"

Non giunge esattamente come un “fulmine a ciel sereno” la notizia delle dimissioni da ministro dell’onorevole Aldo Brancher, veronese di fiducia del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e garante-factotum del Pdl a Verona. Ed è proprio quel “ciel sereno” che non ha ragione di esistere, perché l’azzurro pidiellino è offuscato da nubi che compromettono equilibri e patti di partito e che registra il record di “ministro più breve della storia repubblicana”.

E’ stato lo stesso Brancher, stamane a comparire davanti ai giudici per l’udienza del processo Antonveneta, dove dovrà rispondere alle accuse di ricettazione e appropriazione indebita con la moglie. Ed è in aula, davanti al giudice monocratico di Milano, Annamaria Gatto, che ha annunciato la rinuncia a sedere in Consiglio dei ministri: “La mia presenza in aula è un segno di rispetto per il Tribunale e lo faccio per difendere la mia innocenza. Pensavo di dover privilegiare, per un breve periodo, gli obblighi verso il Paese. La mia scelta è stata indebitamente strumentalizzata e a farne le spese è stata anche la mia famiglia. Anticipo la mia decisione irrevocabile di dimettermi da ministro, al fine di consentire un rapido chiarimento della vicenda che mi riguarda. Confermo la mia volontà a rinunciare al legittimo impedimento e chiedo la formula del rito abbreviato”.

Poche parole e zero commenti hanno seguito l’annuncio, con l’aula subito chiusa al pubblico e l’ex ministro che si è defilato, a udienza terminata, da una porta laterale senza rilasciare dichiarazioni ai numerosi cronisti presenti. A spingere perchè la situazione si risolvesse con tale decisione era stato il Cavaliere in persona l’indomani del giuramento da ministro: “Ho condiviso la decisione di dimettersi. Conosco e apprezzo Brancher e so con quanta passione e capacità avrebbe potuto ricoprire il ruolo che gli era stato affidato”.

Più da vicino, nel territorio elettorale di Brancher a Verona, uno dei primi ad esprimersi è stato il sindaco Flavio Tosi: “Condivido sicuramente la posizione dell’onorevole. Sono convinto che presentandosi al processo proverà l’estraneità ai fatti di cui è imputato. E soprattutto si terrà lontano da quelle polemiche strumentali che in questi casi fioccano da tutte le parti. Rinunciando al ministero, e al suo prestigio, ha dichiarato pubblicamente di avere a cuore il bene del Paese e del lavoro del Governo”. Si conclude così il ciclo da ministro (con deleghe al Decentramento dopo la fumata “nera” che lo voleva al dicastero del federalismo) di Aldo Brancher, già coinvolto nello scandalo di Tangentopoli nel 1992 che ora detiene il record del più breve mandato di sempre con soli 17 giorni operativi. Via libero, quindi, al processo che ripartirà allo stato degli atti, ossia in base alle carte del fascicolo processuale. Le prime notizie uscite dal tribunale sono quelle riferite al calendario preannunciato: la sentenza dovrebbe arrivare entro fine mese.

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