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Brancher Ministro: i retroscena della scelta

Il patto Berlusconi-Bossi prevedeva un'altra soluzione, perch si cambiato?

Certo la nomina, avvenuta venerdì, di Aldo Brancher, già sottosegretario con delega per le Riforme del Federalismo, a ministro è stata giudicata addirittura clamorosa. In realtà, le prime indiscrezione su una imminente promozione dell’"uomo-cerniera" tra Lega e Pdl erano incominciate a circolare già da mercoledì scorso. A Roma si sarebbe infatti tenuto un incontro assolutamente segreto tra Tremonti, Calderoli, Bossi e, ovviamente, Berlusconi. Riunione dalla quale sarebbe emersa la ferma volontà del premier di innalzare di grado il suo fedelissimo ex-dirigente Fininvest. D’accordo tutti, Bossi compreso. Qui però nasce l’inghippo.

L’accordo segreto prevedeva infatti una altra strada per il braccio destro di Tremonti (così in molti lo definiscono Brancher a Roma), vale a dire la nomina a ministro dell’Agricoltura, con conseguente trasloco di Galan al dicastero che era di Scajola. Questo era il piano, tenuto volutamente segreto per paura di nuovi dissidi finiani. Accontentare da un lato Bossi, assicurando così ad un uomo leale e fidato il settore probabilmente più sentito negli ultimi anni dalle truppe padane, l’agricoltura, e rendere finalmente felice l’ex Doge Galan allontanandolo definitivamente da quello che lui stesso definì il “ministero delle mozzarelle”.

Si trattava di prendere i classici due piccioni con una fava. E inoltre, così almeno è stato messo in evidenza in molti interventi polemici, come conseguenza della nomina si poteva garantire a Brancher uno “scudo” legislativo, con il famoso Lodo Alfano, in vista dell’udienza in programma il 26 giugno che lo vedrà in giudizio con l’accusa di appropriazione indebita nel processo Antonveneta. Queste erano le premesse. Cosa è successo allora tra mercoledì e venerdì mattina? Difficile dirlo, ma non è da escludere che ci sia stata una mossa giocata da Galan contro il suo “avvoltoio di Bardolino” e contemporaneamente contro gli eterni nemici-rivali della Lega. Un diniego, quello di Galan a traslocare nel ministero che era di Scajola, che se confermato, spiegherebbe il cambio in corsa delle strategie già definite dai vertici di Pdl e Lega Nord.

Nelle ore subito precedenti al giuramento era circolata anche la voce secondo la quale Brancher sarebbe divenuto il prossimo ministro allo Sviluppo economico, al posto di Scajola. La Russa interpellato sull’ipotesi ha etichettato tale possibilità come assolutamente irreale ed inventata. Alla fine sappiamo tutti com’é finita. La reazione dei padani alla sorpresa della nomina di Brancher a Ministro al Federalismo non si é fatta attendere, decine e decine di telefonate di militanti leghisti a Radio Padania denunciavano un vero e proprio scippo da parte di Berlusconi nei loro confronti.

E se la Padania sabato interpretava la promozione del veronese con un sontuoso “L’asse vincente tra il Cav-Bossi” o “Blindato il patto Lega-Pdl”, ecco che ieri il capo supremo di tutti il leghisti ha lanciato una vera e propria “fatwa” nei confronti dell’amico forzista ex socialista Aldo: “Il federalismo ha un solo Ministro: io!” e ancora “il federalismo lo gestiamo io e Calderoli!”. E Brancher? Secondo Bossi andrà ad occuparsi di decentramento, “una cosa molto importante, ma non il federalismo”. Alcuni quotidiani nazionali all’indomani delle dichiarazione del leader leghista si sono addirittura spinti oltre, con articoli come “Bossi scaccia Brancher” , “Bossi ha capito il tranello di Berlusconi”.


Vedremo se le cose stanno veramente così. Stà di fatto che dall’entourage di via Bellerio parlano apertamente di un Bossi assai infastidito e sorpreso per l’evolversi della faccenda Brancher. Da registrare infine un’ultima voce clamorosa proveniente dai corridoi romani: Berlusconi avrebbe volutamente lasciata scoperta la casella del ministero delle Attività produttive, dirottando Brancher ad altri lidi. Il motivo? Un prossimo allargamento della maggioranza di Governo all’Udc. Le trattative sarebbero in corso.

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