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A Verona centrodestra unito e diviso: Bozza, Tosi e la polemica social sul simbolo di Forza Italia

«Sboarina ha diviso il centrodestra solamente per questioni personali, rifiutando l’apparentamento», afferma Tosi che poi aggiunge: «Il nostro 24% è stato bellamente ignorato da Sboarina! Non ci sarebbe da stupirsi se, pur non votando mai a sinistra, il nostro elettorato ricambiasse, ignorando il sindaco»

«Noti esponenti sboariniani stanno facendo girare "meme" con il simbolo di Forza Italia che sostiene Sboarina. Non nascondo che la cosa mi fa un po' sorridere, ma non mi stupisco poiché è l’ennesima mancanza di rispetto che si aggiunge alla lunga lista di questi anni». Sono le parole affidate ad un post Facebook di Alberto Bozza, già ass. in Comune a Verona al tempo di Tosi sindaco, ora cosigliere regionale in Veneto eletto appunto in Forza Italia.

Non è difficile in queste ore che precedono il silenzio elettorale imbattersi sui social in un'immagine come quella che riportiamo di seguito e che accosta al simbolo della Lega e a quello di Fratelli d'Italia anche quello di Forza Italia. Tale immagine è stata poi accompagnata in alcuni post dall'invito a votare per il sindaco scaligero uscente. È probabilmente a questa immagine che si riferisce il consigliere regionale Alberto Bozza. Immagine la cui origine cercheremo di chiarire, poiché di per sé appare legittima, data la fonte, mentre un po' più ambigua è invece stata la sua circolazione sui social network.

Immagine condivisa sui social con il simbolo di Forza Italia insieme a quelli di Lega e Fratelli d'Italia-2

Immagine condivisa sui social con il simbolo di Forza Italia insieme a quelli di Lega e Fratelli d'Italia

Sulla scheda elettorale che i cittadini veronesi troveranno alle urne domenica 26 giugno, il simbolo di Forza Italia semplicemente non ci sarà da alcuna parte, questo poiché non si è concretizzato il famoso "apparentamento" tra Federico Sboarina e Flavio Tosi, neppure dopo l'ingresso di quest'ulltimo appunto in FI. Il consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza ha ricostruito così la vicenda: «Noi avevamo proposto a Sboarina di unire le forze e le proposte per la città, lui ha detto di no, rifiutando ufficialmente l'apparentamento, spaccando di fatto il centrodestrra: il simbolo di Forza Italia, partito fondatore e perno moderato della coalizione, - ha spiegato Alberto Bozza - non figurerà accanto al nome di Sboarina sulla scheda elettorale. Che gli sboariniani ora se ne vogliano appropriare senza autorizzazione sperando di indurre il nostro 24% di elettori a votarli? - si chiede il consigliere regionale Alberto Bozza - Mah, non credo sia questo il modo, anzi forse è un segnale di grande debolezza e disperazione», ne conclude lo stesso Alberto Bozza

Fac-simile scheda elettorale Verona Ballottaggio 2022-2

Fac-simile scheda elettorale Verona Ballottaggio 2022

Va ora ricordato che durante le ultime ore è arrivato un video-appello al voto per il «centrodestra unito», in tutti i Comuni che sono andati al ballottaggio, da parte dei tre leader principali del centrodestra, ovvero dello stesso presidente Silvio Berlusconi, poi di Giorgia Meloni e di Matteo Salvini. Ed è proprio da qui, da questo filmato, che proviene in realtà l'immagine sopra esposta che vede i tre simboil dei rispettivi partiti riuniti tutti insieme. Immagine di per sé dunque assolutamente legittima. Negli ultimi frame del video-appello, infatti, compare tale immagine che vuole rappresentare l'«unità del centrodestra» la cui importanza è stata rimarcata nel loro appello dai tre leader nazionali.

Il video-appello di Berlusconi, Meloni e Salvini per il voto al centrodestrra unito

Tuttavia, la stessa immagine è stata poi ricondivisa sui social in alcuni post che invitano a votare a Verona il sindaco uscente Federico Sboarina. Ovviamente, il problema è in sostanza che, a monte, la situazione politica di Verona non è propriamente quella del «centrodestra unito», bensì di un centrodestra che alle urne si è presentato diviso al primo turno e, in un certo senso, continua ad esserlo anche al ballottaggio a fronte del non apparentamento formale tra la coalizione che sostiene il candidato Sboarina e la lista di Forza Italia che, in città, è oggi rappresentata anzitutto da Flavio Tosi, ma altresì anche dal consigliere regionale Alberto Bozza e dal coordinatore provinciale Claudio Melotti. 

Proprio lo stesso Flavio Tosi è a sua volta intervenuto sulla vicenda con un'ulteriore nota, firmata peraltro anche dal coordinatore provinciale di Forza Italia Claudio Melotti e pubblicata sempre su Facebook, nella quale viene ribadita la sua posizione in modo netto: «Sboarina ha diviso il centrodestra solamente per questioni personali, rifiutando l’apparentamento. Ha addirittura respinto i suggerimenti dei leader e degli esponenti più autorevoli della coalizione che in varie forme, si sono spesi pubblicamente per unire e per questo li ringraziamo: tra i tanti, Salvini e il cofondatore di Fratelli d’Italia Crosetto. La scelta di spaccare quindi è stata di Sboarina».

Flavio TosiClaudio Melotti, nella loro nota congiunta, poi chiariscono: «Noi gli abbiamo proposto un accordo alla luce del sole, previsto dalla legge elettorale. L'intento era avere la quasi certezza di vincere e poi aiutarlo ad amministrare la città, dato che in questi anni ha palesato evidenti limiti, del resto lo stesso suo sostenitore Matteo Salvini ha evidenziato come un sindaco uscente, normalmente dovrebbe raccogliere ben più di un voto su tre (con metà degli elettori che non hanno nemmeno partecipato…). Ci chiediamo dunque se Sboarina oggi rappresenti ancora una parte del centrodestra, o non solo se stesso».

Sempre nella nota firmata da Flavio Tosi e Claudio Melotti, infine, si legge: «Rifiutando l’apparentamento con Forza Italia e le liste civiche, infatti, Sboarina non ha creato le condizioni migliori per incentivare al voto quel 24% di veronesi che si riconoscono nella nostra area politica di centrodestra liberale e pragmatico e che domenica non troveranno i nostri simboli sulla scheda. Quel 24%, anzi, è stato bellamente ignorato da Sboarina! Non ci sarebbe da stupirsi se, pur non votando mai a sinistra, il nostro elettorato ricambiasse, ignorando il sindaco uscente!», concludono Flavio Tosi e Claudio Melotti.

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