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Regione: il Pd chiede libertà d'intervento sui servizi per comuni e province

La mozione è stata presentata oggi alla giunta dal consigliere regionale Franco Bonfante: "Concedere agli enti locali di poter finanziare anche i servizi minimi il trasporto pubblico"

 

Al divieto per i Comuni di intervenire per integrare l’offerta di servizi sul proprio territorio, risponde il consigliere regionale Bonfante proponendo che venga concesso agli enti locali il potere di contribuire finanziariamente a favore dei cittadini.
 “Concedere agli enti locali di poter contribuire al finanziamento anche dei servizi minimi di trasporto pubblico, nel pieno rispetto della loro autonomia”.
Questo l'impegno a cui viene richiamata la Giunta da una mozione presentata oggi dal gruppo del PD in Consiglio regionale, primo firmatario Franco Bonfante. Il documento è stato sottoscritto anche da Laura Puppato, Lucio Tiozzo, Roberto Fasoli e Bruno Pigozzo.
Alcune Province e Comuni veneti - ricordano gli esponenti democratici a palazzo Ferro-Fini - hanno dichiarato la disponibilità ad intervenire con proprie risorse integrative a quelle regionali per garantire i servizi minimi nel proprio territorio. Un'ipotesi che tuttavia il governo veneto ha di fatto bocciato sostenendo come 'la possibilità che dei servizi riconosciuti minimi, che già godono quindi di finanziamenti regionali, possano essere destinatari di ulteriori finanziamenti a carico del Bilancio comunale, configurerebbe infatti una situazione non legittima di sovra contribuzione. La vigente normativa infatti riserva agli Enti affidanti la competenza ad istituire e finanziare con oneri a carico del proprio Bilancio esclusivamente servizi classificati come aggiuntivi'.
Secondo Bonfante “si tratta di una interpretazione debole e contraddittoria perché interferisce sulle competenze di Comuni e Province, la cui autonomia, anche finanziaria, è sancita dalla Costituzione, da norme di legge nazionale e dal nuovo Statuto del Veneto che riconosce e valorizza il principio di sussidiarietà e l'esercizio della generalità delle funzioni amministrative”.
“Del resto - concludono i presentatori della mozione - è lo stesso buon senso, d'obbligo in momenti di crisi come questo, a farci riflettere sul fatto che se un Comune o una Provincia può finanziare servizi aggiuntivi, cioè ritenuti utili ma non essenziali, a maggior ragione può intervenire per impedire che un servizio minimo, ovvero essenziale a tutti gli effetti, sia eliminato o ridotto”.
 
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