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Bonfante: "Poste Italiane cancella servizi essenziali per anziani e disabili"

Il consigliere regionale del Pd Franco Bonfante esprime il suo dissenso sulla chiusura di migliaia di uffici postali in tutta Italia e chiede l'intervento della Regione Veneto

L'intenzione di Poste Italiane di chiudere in tutta Italia gli uffici al di sotto dei parametri di rendita, sono 27 nel veronese, era destinata a richiamare su di se commenti e opinioni. 

"La Regione intervenga per alleggerire i disagi che il piano di riorganizzazione annunciato da Poste Italiane creerà soprattutto ad anziani disabili." Questo in sostanza l'invito che il vice presidente del Consiglio regionale, Franco Bonfante, ha affidato ad una mozione e rivolta alla Giunta e al Consiglio. “L'annunciata soppressione da parte di Poste Italiane di oltre un migliaio di uffici collocati soprattutto nei piccoli paesi o frazioni - scrive Bonfante - cancella una serie di servizi che per molte persone, in primo luogo anziani e disabili, sono ancora essenziali: dal ritiro delle pensioni alla possibilità di effettuare una raccomandata, al pagamento di un bollettino. Sicuramente - osserva l'esponente democratico - l'operazione risponde a necessità di tipo economico, resta tuttavia il dovere delle istituzioni locali di trovare soluzioni alternative che garantiscano la sopravvivenza di questi presidi”.

Bonfante precisa che al piano di riorganizzazione che Poste Italiane ha inviato all'Agcom, è allegata la lista delle strutture 'anti-economiche', si tratta di 1156 sportelli da chiudere, altri 638 da razionalizzare riducendo l'orario e i giorni d'apertura.
“Per quanto riguarda il Veneto - informa il vicepresidente del Consiglio - gli uffici destinati alla chiusura sono 73, di cui 27 nella provincia di Verona (9 nel legnaghese), 18 in quella di Belluno, 13 in quella di Vicenza, 9 in quella di Rovigo, 4 in quella di Treviso e 2 in quella di Venezia. Visto che le stesse Poste Italiane - prosegue il consigliere PD - propongono comunque un'ipotesi di riconversione degli uffici, ad esempio aprendo al cittadino una serie di servizi utili, come i certificati anagrafici o la possibilità di saldare il ticket sanitario. Credo che la Regione possa fare la sua parte. In pratica, e su questo ho presentato un'apposita mozione, è possibile e doveroso - conclude Bonfante - che l'istituzione regionale agevoli, tramite finanziamenti che peraltro non influirebbero in modo significativo sulle casse regionali, i piccoli Comuni a realizzare questo progetto”.

 

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