Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Bonato (Lega): «Paladino contro intolleranza». Bertucco: «Ordine del giorno censurato»

«Grazie a questo Ordine del giorno, - ha spiegato il capogruppo della Lega Mauro Bonato - i consiglieri hanno avuto la possibilità di dimostrare che le affermazioni di Zelger erano esclusivamente personali e non corrispondevano alle idee della maggioranza»

«Nessuno si permetta mai più di infangare la nostra città, rappresentata dal Consiglio Comunale. Sarò il paladino contro qualsiasi forma di deriva intollerante». Mauro Bonato, capogruppo della Lega Nord, commenta così l’Ordine del giorno a sua firma presentato, discusso e votato a larga maggioranza ieri in Consiglio Comunale, 32 i  consiglieri presenti e a votare a favore sono stati 31, unico "dissidente" Michele Bertucco di Verona e Sinistra in Comune. La mozione era nata dopo le discutibili espressioni impiegate dal consigliere leghista Zelger durante un'intervista radiofonica alla trasmissione La Zanzara. Lo stesso Zelger si è durante la seduta di ieri scusato per le sue parole, spiegando che non era sua intenzione ferire nessuno.

«Nella mozione abbiamo inoltre introdotto due novità. - ha quindi aggiunto Bonato - La prima, la ferma condanna non soltanto nei confronti di qualsiasi forma di omofobia, ma anche nei confronti di chi offende le donne. La seconda è quella di aver introdotto nel primo paragrafo di condanna le affermazioni positive e di sostegno all’odg,  perché se la nostra città è apparsa in maniera negativa per colpa di una sola persona, tutti i consiglieri comunali hanno dichiarato in maniera forte e convinta che Verona non è intollerante, nè discriminatoria ed omofoba, ma una città a favore della vita».

«Grazie a questo Ordine del giorno, - ha quindi sostenuto ancora il capogruppo della Lega Mauro Bonato - i consiglieri hanno avuto la possibilità di dimostrare che le affermazioni di Zelger erano esclusivamente personali e non corrispondevano alle idee della maggioranza di questo Parlamentino. L’aborto definito un abominevole delitto, la legge 194 che non dovrebbe esistere. Omosessuali etichettati come "sciagura", che soffrono di "traumi infantili" e "malati di aids". Sono solo alcune delle affermazioni che il signor Zelger, in veste di rappresentante istituzionale, ha rilasciato a Radio 24 e riprese dai più importanti organi di informazione nazionale – ha proseguito Bonato nel suo commento – Altro che città dell’amore! La città di Verona sembrava essere ritornata ai tempi delle inquisizioni spagnole, arrecando un gravissimo danno d’immagine all’intera collettività veronese, all’amministrazione che la governa, alla sua reputazione ed alla sua credibilità. Affermazioni che avrebbero potuto avere anche ricadute negative sul turismo, sull’accoglienza e sull’ospitalità che hanno sempre contraddistinto la nostra città». 

Una condanna netta quella che il Consiglio comunale di Verona avrebbe espresso dunque secondo Bonato, anche se le cronache riferiscono piuttosto di una «presa di distanza», ma parole a parte, che pur restano «importanti» come sosteneva un tempo qualcuno, a non aver convinto a dare il suo assenso alla "mozione Bonato" il consigliere di Sinistra in Comune Michele Bertucco vi sono diversi motivi. «Le presunte scuse di Zelger, - ha dichiarato Bertucco - non hanno alleggerito di un grammo la gravità delle sue affermazioni, per il semplice motivo che Zelger non ha ritratto nulla, si è solo limitato a giustificarsi raccontandoci che tali affermazioni gli sarebbero state estorte da chissà quale trappolone giornalistico. Pertanto non vedevo e continuo a non vedere - ha quindi aggiunto Bertucco - alcun motivo per annacquare l'ordine del giorno di censura nei confronti del consigliere Zelger, cancellando (censurando, appunto) tutta la premessa dove venivano riportate testualmente le sue affermazioni relativamente ad esempio all’aborto considerato un "abominio" e agli omosessuali definiti una "sciagura per la riproduzione e la conservazione della specie". Allo stesso modo, - ha quindi concluso Bertucco - non vedevo e non vedo motivo per cui la "ferma condanna" del Consiglio comunale debba trasformarsi in un buffetto sulla guancia di una semplice "presa di distanza"». 

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