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Lunedì, 29 Novembre 2021
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Bilancio di Verona, la discussione in consiglio comunale si condisce di insulti

Sboarina: «Tosi è come Picchiatello». L'ex sindaco replica: «Sboarina Pinocchio». E mentre il primo cittadino parla di «bilancio di guerra», il PD risponde: «Se siamo in guerra, la maggioranza non la sta combattendo»

Il consiglio comunale di Verona continua a discutere sul bilancio, con toni sempre più accesi. Tra maggioranza e opposizione sembra non esserci possibilità di accordo, in particolare sugli aiuti per le categorie economiche colpite dalla crisi legata al coronavirus.

L'ex sindaco Flavio Tosi ha attaccato il primo cittadino Federico Sboarina sugli stanziamenti che altre città capoluogo del Veneto avrebbero fatto per sostenere le attività economiche. E la replica di Sboarina è stata durissima: «Quando gli amministratori pubblici fanno i pataccari, succede che si scambiano lucciole per lanterne. Le affermazioni del consigliere Tosi sono solo imbrogli verbali e lui ha la stessa credibilità di Jerry Lewis quando faceva Picchiatello. Spaccia tutto per aiuti a fondo perduto, ma così non è. E lui lo sa bene perché altrimenti avrebbe bisogno di un amministratore di sostegno per svolgere il suo compito. Ecco la prova della sua inaffidabilità: sulla Tari tutti i Comuni capoluogo del Veneto hanno fatto la stessa cosa. I 4,5 milioni di Venezia sono il ristoro alle attività economiche legato al pagamento della Tari 2020 e finanziati con apposito trasferimento dello Stato. Vicenza ha ridotto la Tari del 25%, anche Verona ha ridotto la Tari del 25% e con i fondi propri per 2 milioni di euro destinati a attività economiche e professionali. L'assessore al bilancio ha annunciato che destinerà risorse che daranno alle imprese le stesse identiche condizioni di Treviso. Quindi anche qui siamo pari. Infine, il fondo di solidarietà vicentino con gli utili Aim ha cifre simili a quelle di Verona per gli stessi scopi: nel 2020 abbiamo stanziato 1 milione in più per interventi di solidarietà oltre a quelli normalmente spesi dai servizi sociali, a cui si aggiungono i 600mila per sostenere le associazioni comprese quelle sportive. Come mai il consigliere si dimentica, ad esempio, del milione e 200mila euro dati a Fondazione Arena o delle molte altre iniziative prese dal Comune di Verona per andare incontro alle categorie? Si vede che è proprio come Picchiatello, anche se continuiamo a dirle, lui non le vuole ascoltare».

E se per Sboarina, Tosi è come Picchiatello, per Tosi l'attuale sindaco è Pinocchio perché «dire che nessun Comune capoluogo in Veneto ha dato soldi a fondo perduto è una balla colossale».

Più in generale, il sindaco Sboarina ha definito il bilancio di previsione 2021 come un «bilancio di guerra», sperando di ottenere collaborazione dalle minoranze. Ma i consiglieri del Partito Democratico Federico Benini e Stefano Vallani non hanno gradito questa espressione. «Se siamo in guerra, Sboarina e la sua maggioranza, sia quella in consiglio comunale che quella nelle aziende partecipate, non la stanno combattendo - hanno detto i due consiglieri democratici - In Comune si sono per lo più limitati ad attendere gli stanziamenti straordinari dal Governo, che hanno ripianato una buona parte delle perdite per mancate entrate da servizi e tasse, mentre troppo poco è stato fatto per aiutare la popolazione: del tutto insufficienti gli aiuti alle associazioni; inesistenti, finora, gli aiuti alle imprese; nessun aiuto al ceto medio a rischio di impoverimento. Gratuità dei plateatici e distribuzione di buoni spesa sono state le uniche due misure di un qualche rilievo, e in entrambi i casi sono state finanziate dal Governo. In questa situazione l’amministrazione continua a propagandare progetti faraonici come quello del nuovo Stadio, che non ha più nessuna ragione di esistere e a grattare il bilancio per assicurarsi la campagna di asfaltature di fine mandato, trascurando direttrici di intervento fondamentali per il futuro della città come la mobilità sostenibile. Uguale atteggiamento nelle aziende partecipate, dove gli sprechi delle sponsorizzazioni, degli aumenti di stipendio ai dirigenti, delle consulenze esterne non si sono mai fermati. Quelle sane stanno alla finestra senza muovere un dito per venire incontro ai veronesi, che continuano a pagare le bollette nella stessa misura e con le stesse modalità di prima della crisi, mentre quelle indebitate si limitano ad aspettare che il Comune ripiani i debiti attingendo al bilancio generale».

E proprio dalla maggioranza è arrivata una proposta per abbassare le tasse locali. Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha presentato un ordine del giorno, collegato al bilancio comunale, per ridurre Tari e tributi locali per gli anni 2021, 2022 e 2023. L'ordine del giorno è stato presentato dal consigliere Nicolò Sesso, il quale ha dichiarato: «La tutela delle imprese è valore fondamentale della società moderna. La gente vuole lavorare, deve lavorare ed è compito anche delle amministrazioni locali permettere e agevolare la ripresa economica del nostro territorio. Per questo motivo chiediamo di istituire un tavolo tecnico di confronto con le associazioni di categoria, per individuare i requisiti per la riduzione della Tari e degli altri tributi comunali fino al 2023».

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