Bilancio di previsione di Verona, presentati più di mille emendamenti

Tante le proposte dall'opposizione. Traguardi vorrebbe azzerare l'Imu per chi affitta a canone agevolato ad under 35, il PD vuole sostenere l'imprenditoria giovanile e Bertucco critica anche il piano delle opere

Tre esponenti di Traguardi

In una città con affitti sempre più alti, e un centro storico che rischia di spopolarsi, partire dal sostegno alla residenzialità ci è sembrata la cosa più giusta. Dopo il bonus mamme dello scorso anno, che ci auguriamo sarà confermato dalla maggioranza, abbiamo pensato di aiutare un'altra fascia di cittadini dimenticati, proponendo un incentivo che metta d'accordo gli interessi di chi vuole andare a vivere da solo con quelli dei proprietari di casa. Ma questa è solo una delle proposte che presenteremo alla discussione del prossimo bilancio comunale: è la fase più delicata e più strategica dell'attività amministrativa, e pensiamo che sia questa l'occasione perfetta per raccontare ai veronesi la città che vogliamo e provare a realizzare, pur dall’opposizione.

Parole del consigliere comunale di Traguardi Tommaso Ferrari. L'esponente di minoranza nel consiglio comunale di Verona è intervenuto dopo l'esposizione da parte dell'amministrazione del bilancio di previsione 2020. Per Traguardi, il futuro bilancio comunale si può migliorare e non solo con i suggerimenti espressi da Ferrari. «La proposta cardine di Traguardi per il 2020 resta quella del bilancio partecipativo: 500mila euro l'anno destinati a realizzare progetti proposti e votati dai cittadini - ha spiegato Giacomo Cona, segretario di Traguardi - Ma in attesa che venga introdotto abbiamo raccolto le cinquanta idee più apprezzate raccolte nel nostro evento del 4 febbraio e le abbiamo trasformate in proposte per la città. Si va dalle politiche sociali, con aiuti alle famiglie in difficoltà, alle neomamme e alle zone più esposte al degrado, alla lotta seria al gioco d’azzardo, una vera piaga per Verona. Ma anche interventi in campo culturale, per valorizzare il nostro patrimonio, e urbanistico, per rendere più efficienti i trasporti pubblici e riqualificare intere aree. Incentivi per uno stile di vita più sostenibile, smart city per servizi intelligenti e digitali al cittadino, sostegno alle attività sportive, investimenti sui quartieri per rilanciare le attività di vicinato: un mosaico di progetti concreti, non idee fantasiose, per rinnovare davvero la nostra città, che presenteremo nei prossimi giorni».
E il tesoriere di Traguardi Massimo Babbi ha spiegato: «Se il Comune azzera l'Imu per quegli appartamenti dati in affitto a canone agevolato, dunque con contratti pluriennali, a giovani under 35, il risparmio ottenuto può rendere vantaggioso scegliere questa formula di affitto, che oltretutto tutela maggiormente gli appartamenti, rispetto all’apertura dell’ennesima locazione turistica. A tutto vantaggio sia dei giovani veronesi, che ora per uscire di casa si devono confrontare con un mercato degli affitti altissimo, che del nostro centro storico e degli altri quartieri, che sentono la necessità di veder arginata la proliferazione degli affitti brevi. Rinunciando a una piccola parte del suo gettito, il Comune otterrebbe due vantaggi, rispondendo ai bisogni dei cittadini e attuando finalmente una seria politica contro lo spopolamento di alcuni quartieri della città».
«Una proposta - conclude Ferrari - che si accompagna a quelle per il sostegno agli affitti alle giovani coppie in cambio di ore di volontariato, per nuove aree giochi negli spazi verdi e per il recupero di immobili dismessi per rendere i nostri quartieri a misura di cittadino. Strumenti efficaci per rendere davvero Verona una città vivibile, sostenibile, inclusiva e attrattiva».

Ma i suggerimenti sul bilancio comunale arrivano anche dal Partito Democratico. Il consigliere comunale Federico Benini ha presentato un emendamento per chiedere di togliere 100mila euro dalle spese per la segreteria generale del Comune e reinvestirli per la costituzione di fondo per l'imprenditoria giovanile. «Credo che questa misura possa essere accolta favorevolmente anche dalla maggioranza - ha detto Benini - Una misura simile da parte della Regione del Veneto era sta annunciata con grande evidenza nelle settimane scorse. Le due misure sono integrative e non alternative».

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Ma collegato al bilancio di previsione c'è anche il piano triennale delle opere pubbliche che il Comune di Verona intende realizzare. Un piano criticato dal consigliere di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco: «Tolto il traforino delle Torricelle, che da solo pesa 120 milioni di euro, il piano triennale delle opere pubbliche prevede interventi per non più di 25 milioni di euro all'anno, in media. Questo significa che, passando dalla carta alla realtà, solo una piccola percentuale degli interventi previsti saranno poi effettivamente realizzati - ha detto Bertucco - Su una città di 257mila abitanti parliamo di investimento di una manciata di euro pro-capite, praticamente nulla. Nel conto non c’è nessuna delle grandi opere promesse in campagna elettorale: non c'è il Central Park, la cui progettazione è ancora in alto mare; non c’è l’Arsenale, il cui piano finanziario prevede finanziamenti da incamerare ben oltre il 2022; non c’è il filobus, la cui entrata in funzione è destinata a slittare per i ritardi sui parcheggi scambiatori. C'è il traforino delle Torricelle, ma tutti, sindaco in testa, sanno che non verrà realizzato nemmeno in questo mandato. Ecco dunque che Sboarina e soci si avviano a passare alla storia delle città come l'amministrazione delle opere incompiute».
E, sul bilancio, Bertucco conclude: «Zoppica sul fronte delle previsioni di entrata: l'amministrazione continua a fare affidamento sulle multe e sugli utili che prosciuga dalle aziende partecipate. Per il resto c'è la bella cifra di 84,6 milioni di euro che proverrebbero dalle opere a scomputo. Sono, in breve, i contributi di sostenibilità del Piano degli Interventi e dell'utilizzo dello Sblocca Italia. Anche qui l'amministrazione sa benissimo che sono soldi che i cittadini non vedranno mai perché sono già impegnati a realizzare le opere pubbliche di contorno agli interventi edilizi dei privati. Sono dunque opere che serviranno ai privati, non alla collettività. Fanno numero ma non portano alcun contributo al miglioramento della vivibilità dei quartieri. Anzi, denunciano come anche questa amministrazione abbia svenduto il territorio in cambio di una pipa di tabacco». Per questo Bertucco ha presentato 648 emendamenti sui circa 1.400 depositati in totale da tutti i gruppi consiliari. L'intento è ottenere opere di mitigazione per il territorio, a partire dalla realizzazione del parco della Spianà e del parco sulla ex Cava Speziala utilizzando i soldi fermi sul Palazzetto dello Sport di San Massimo, oltre ad ottenere risorse aggiuntive per cultura, sociale, ambiente, disagio giovanile, qualità dell’aria, trasporto pubblico e anziani.

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