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Foto di repertorio

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Bilancio di previsione di Verona, PD: «Sboarina punta ancora sulle multe»

Rispetto all'anno precedente, l'amministrazione comunale prevede di incassare due milioni di euro in più, «mentre le politiche culturali e quelle giovanili vengono tagliate», dicono i consiglieri Benini, La Paglia e Vallani

Anche per il 2020, l'amministrazione Sboarina puntella il bilancio comunale con multe e sanzioni, la cui previsione di entrata passa dai 19 milioni di euro del 2019 ai 21 milioni di euro del 2020: 2 milioni in più. Questo a sostanziale parità di trasferimenti statali che anzi, dai dati consegnati ai consiglieri comunali, aumentano leggermente passando da 7,9 a 8,1 milioni di euro.

Come l'ex sindaco Flavio Tosi, anche il Partito Democratico è partito all'attacco del bilancio di previsione 2020 del Comune di Verona. Il punto in comune toccato sia da Tosi che dai consiglieri del PD è quello delle multe. L'ex primo cittadino aveva parlato di «tassa occulta», riferendosi al denaro che il Comune dovrebbe incassare con le multe fatte dall'autovelox fisso montato sulla Tangenziale Nord. Un dispositivo installato non per aumentare la sicurezza stradale, secondo Tosi, ma per aumentare le entrate derivanti dalle sanzioni, così da poter sistemare il bilancio. «Siamo di fronte alla solita manovra di galleggiamento che copre le mancate riforme della macchina comunale con fonti straordinarie di entrata, come ben sanno gli automobilisti ripresi dai nuovi autovelox - insistono i consiglieri democratici Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani - Questo continuare a spremere i cittadini è evidente anche dall'indice di autonomia finanziaria, il quale misura fino a che punto il Comune è in grado di fare fronte autonomamente alle proprie necessità senza ricorrere ai trasferimenti dello Stato e della Regione. L'indice è in continua crescita e di conseguenza cresce anche il prelievo tributario medio procapite dell’ente: 1.114,96 euro per abitante nel 2018; 1.131,71 euro ad abitante nel 2019 e 1.173,67 euro ad abitante previsto nel 2020».

La stasi riguarda anche il livello di servizi erogati che è in sostanziale stagnazione a livello di macro-aree, ma presenta qualche significativo taglio - concludono i tre consiglieri del Partito Democratico di Verona - Ad esempio le attività culturali subiscono una riduzione di spesa corrente di un milione di euro, passando da 8,3 milioni a 7,2 milioni; i soldi per le politiche giovanili passano da 187mila euro a 128mila euro e tutela, valorizzazione e recupero ambientale vengono tagliate di un milione di euro.

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