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Venerdì, 27 Maggio 2022
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Bilancio di Verona, cominciato il dibattito. «Occhio di riguardo a famiglie e sociale»

Per il sindaco Sboarina si tratta del «bilancio più difficile e complicato degli ultimi cinque anni». Dall'opposizione, Bertucco attacca: «Un bilancio che è il ripetersi delle promesse elettorali mai realizzate»

Un fondo straordinario di 800mila euro per dare aiuto alle famiglie in difficoltà, con il riconoscimento di sostegni anche per gli aumenti delle bollette. Un investimento importante per un Bilancio 2022 del Comune di Verona a misura di famiglie e sociale e con il mantenimento di tutti i servizi senza aumenti delle tariffe a carico dei cittadini e con l'aumento delle risorse per le categorie fragili.
Se nel 2021, buona parte degli investimenti sono andati a sostegno della ripresa per le attività economiche, quest'anno la necessità è quella di non gravare sui bilanci familiari. Una scelta fatta nonostante il bilancio registri, come per tutti gli enti pubblici e privati, carenze di risorse. Dal punto di vista contabile, mancano nel 2022 i ristori dello Stato collegati alla situazione pandemica, ci sono minori entrate a cominciare dalla tassa di soggiorno e aumentano i costi, come ad esempio i quasi 6 milioni dovuti al rincaro energetico e gli oltre 2 milioni destinati al personale per il rinnovo del contratto.

È iniziato nella seduta di consiglio comunale di ieri sera, 17 febbraio, l'esame del Bilancio di Previsione 2022-2024 del Comune di Verona. Un documento finanziario creato per affrontare una situazione che risente ancora della crisi legata alla pandemia e, in particolare, del suo impatto sulle entrate comunali. Caratteristiche e criticità del documento finanziario sono state illustrate all'aula dall’assessore al bilancio Francesca Toffali e collegati alla delibera sono stati finora presentati 915 emendamenti.

Nel Bilancio di Previsione 2022-2024 di Verona, la spesa corrente per il 2022 ammonta a 319.581.439, nel 2021 era di 317 milioni di euro, nel 2020 di 340,3 milioni di euro. Nonostante questo periodo di ristrettezze dovute alla diminuzione delle entrate per effetto del Covid e agli aumenti della spesa per effetto del caro bollette, lo sforzo è stato quello di continuare a garantire le medesime risorse ai servizi erogati ai cittadini, e in taluni casi aumentarli. Ad esempio: refezione scolastica 22.400.000 euro nel 2022 (22.361.256 euro nel 2021); rette mantenimento anziani nelle case di riposo 2.000.000 euro nel 2022 (1.950.000 nel 2021); interventi in favore di cittadini in emergenza sociale 1.258.358 euro 2022 (1.183.358 nel 2021); assistenza a domicilio ammalati cronici 2.050.000 euro nel 2022 (2.000.000 euro nel 2021).
Per mantenere invariato l'importo a carico del cittadino, i maggiori costi dei servizi utilizzati dalle famiglie sono coperti dal Comune. Aprire gli asili nido, ma anche organizzare i soggiorni climatici o i corsi extrascolastici, mantenere gli impianti e programmare le manifestazioni sportive, garantire il servizio delle mense, tenere le porte aperte di musei, teatri e gallerie, per il 2022 avrà un costo complessivo di circa 52 milioni di euro. A fronte di una previsione di introiti di 17 milioni di euro. Questo significa che solamente il 37% della spesa sarà coperta dagli utenti, il restante 63% dovrà essere sborsato dal Comune per mantenere invariate qualità e quantità dei servizi erogati e, allo stesso tempo, non pesare sulle tasche dei cittadini e sui bilanci familiari. Ad inizio 2020, ossia prima del Covid, i costi totali ammontavano a 56 milioni di euro e gli introiti a 27 milioni. La copertura delle spese da parte dell’utenza, quindi, era del 54%.

«Il bilancio più difficile e complicato degli ultimi cinque anni - ha sottolineato il sindaco Federico Sboarina - costruito senza alcun supporto finanziario da parte dello Stato che, rispetto allo scorso anno, non ha riconosciuto alcun fondo per garantire l’esercizio delle funzioni fondamentali dell'ente. Ad aggravare ulteriormente la situazione è giunto quest’anno il rincaro bollette, che se da una parte condiziona pesantemente la vita di famiglie ed imprese, dall’altra rappresenta per il Comune un aumento dei costi pari a quasi 6 milioni di euro. Una questione che ha colpito tutti gli enti locali italiani e non solo Verona. Purtroppo il 2021 è risultato un anno ancora fortemente condizionato dalla pandemia, dove l’attesa ripartenza vi è stata ma non nelle forme importanti che ci aspettavamo, viste le ancora molte restrizioni in vigore e il complessivo calo di presenze turistiche. Un fattore, quest’ultimo, che se rapportato al drastico calo delle entrate registrato dai musei o dalla tassa di soggiorno, rende immediatamente chiara la situazione di difficoltà registrata a livello delle risorse oggi a disposizione. Nonostante questo siamo riusciti comunque a garantire tutti i servizi essenziali, con un occhio di riguardo alle famiglie e al sociale».
«Un bilancio di previsione che punta, ancora una volta a fronteggiare la situazione di crisi collegata alla pandemia e il suo impatto sulle entrate comunali - ha spiegato Toffali - Purtroppo, da parte del governo quest’anno non è stato previsto alcun fondo per garantire l’esercizio delle funzioni fondamentali, come avvenuto per il 2020 e il 2021. Le scelte fatte a partire dal 2018, che hanno garantito una gestione più attenta dei servizi e soprattutto la riduzione delle spese inutili e gravose per il Comune, hanno consentito di recuperare fondi importanti per sostenere le quattro macro aree di maggior interesse: famiglia e sociale, cultura e turismo, ordine e sicurezza, strade e giardini. In questo modo, anche a fronte di un bilancio molto contratto, come quello registrato per il 2022, siamo stati in grado di garantire i servizi erogati ai cittadini veronesi e l’aumento delle risorse in favore delle famiglie e delle categorie più fragili della popolazione. In particolare, abbiamo riconosciuto un fondo straordinario di 800mila euro per le misure volte ad alleviare il disagio economico ai nuclei familiari, con sostegni per gli aumenti delle bollette, nonostante si siano presentate delle spese obbligatorie non prevedibili per un importo complessivo di euro 5,5 milioni quali l’incremento delle spese dell’energia elettrica, del gas e dell’illuminazione pubblica e nonostante l’incremento di circa 2,4 milioni della spesa del personale per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro».
All'illustrazione dell'assessore è seguita la relazione di minoranza effettuata da Michele Bertucco: «Un bilancio che è il ripetersi delle promesse elettorali mai realizzate. Non siete stati in grado di realizzare alcuna opera di rilievo e se qualcosa sarà realizzato e solo grazie ai finanziamenti giunti attraverso il Pnrr. Le opere pubbliche che avete prospettato sono infatti quelle che dal 2017, di anno in anno, ripresentate senza concludere mai nulla. Il vostro è un bilancio da campagna elettorale, con al suo interno solo promesse che non troveranno mai realizzazione. Manca la volontà di intervenire veramente in favore della città. Non calano le tasse e non ci sono progetti seri di intervento in favore delle fasce più deboli, gravemente penalizzate dalla crisi economica collegata alla pandemia. Sul fronte delle società partecipate, attualmente a quota 126, non è stata messa in atto alcuna politica di razionalizzazione. Molte di queste società hanno un’utilità solo politica e presentano una gestione inefficiente. In questo bilancio restano purtroppo vive molte voci che aggravano il Comune di costi di gestione inutili».
Il consiglio è proseguito con il dibattito. Sono intervenuti i consiglieri del Partito Democratico Federico Benini e Stefano Vallani e del gruppo misto Carla Padovani. Il consiglio si è chiuso alle 20.30 e per l'esame del bilancio, con la prosecuzione del dibattito, tornerà a riunirsi la prossima settimana.

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