Le donne guadagnano il 30% in meno degli uomini, Bigon attacca: «Il Veneto è in ritardo»

«Gap salariale enorme tra uomini e donne, il Veneto è in ritardo sulle politiche per l’occupazione femminile e la famiglia», dichiara la consigliera regionale Pd Anna Maria Bigon

La consigliera regionale Pd Anna Maria Bigon

«I dati della Cgil sul gap salariale tra uomini e donne, pari a quasi il 30%, un’enormità, sono a dir poco sconfortanti. Purtroppo però sono numeri che sorprendono fino a un certo punto, la strada verso la parità di genere è ancora molto lunga. Dobbiamo alllora lavorare su due fronti: da un lato incentivi per incrementare l’occupazione e l’imprenditoria femminile con percorsi di formazione e riqualificazione, dall’altro politiche per le famiglie che consentano di conciliare occupazione e vita domestica, visto che quest’ultima continua a gravare quasi esclusivamente sulle donne». Commenta così Anna Maria Bigon, candidata per il Partito Democratico alle Regionali del 20 e 21 settembre, il recente studio effettuato da Caaf Cgil Nord Est sui modelli 730.

Secondo il rapporto citato, infatti, emergerebbero dati piuttosto preoccuppanti che rivelerebbero come anche in provincia di Verona il cosiddetto "gender gap" salariale, cioè la differenza di riconoscimento economico valutata sugli stipendi di uomini e donne (a svantaggio delle seconde), sia ancora oggi particolarmente elevato: -29,4% per le donne a parità di mansione e dato che salirebbe addirittura al -37,2% per quanto riguarda le pensionate.

Anna Maria Bigon Pd Verona Veneto - foto profilo Facebook

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Anna Maria Bigon 

«Sono numeri che non dovrebbero trovare spazio nel 2020: la parità di genere misura la civiltà e la democrazia di un Paese. Le donne, per esempio, si laureano più degli uomini, più rapidamente e con voti migliori, - commenta ancora l'esponente Pd Anna Maria Bigon - eppure secondo i dati Istat solo il 14,9% ottiene un contratto a tempo indeterminato. Per non parlare del part time, chiesto da una su tre, perché altrimenti diventa una sfida impossibile combinare lavoro e famiglia. Una condizione che si è accentuata durante la pandemia e la chiusura delle scuole». Da queste considerazione arriva dunque la chiosa della consigliera regionale dem Anna Maria Bigon: «Per questo insisto sulla necessità di migliorare i servizi per la prima infanzia, con un grande piano per renderli completamente gratuiti da zero a sei anni. Anche il Veneto è al di sotto degli obiettivi di Lisbona per la copertura dei posti in asilo nido, 27% contro il 33%: ma con i pochi soldi stanziati dalla Regione questo traguardo resta impossibile da raggiungere».

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