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Bigon (PD): «Zaia spieghi cosa vuole fare con gli ospedali veronesi»

I nosocomi di Zevio e Isola della Scala, riattivati e rimasti chiusi durante la fase acuta dell'emergenza Covid, sono il punto di partenza dell'attacco della consigliera regionale. Contro Zaia anche Brusco del M5S

Ospedale di Zevio

Non ci sono solo 24 sindaci veronesi, anche due consiglieri regionali si rivolgono direttamente al presidente del Veneto Luca Zaia per ottenere spiegazioni sugli ospedali di Zevio e di Isola della Scalariattivati in tempi record per l'emergenza coronavirus ma rimasti di fatto chiusi. L'epidemia di Covid-19 non è stata così intensa da richiedere anche il loro utilizzo in via del tutto eccezionale ed in deroga alle norme antisismiche ed antincendio che le due strutture non rispettano.

La consigliera regionale veronese del Partito Democratico Anna Maria Bigon attacca: «Zaia ci spieghi il motivo per il quale ha allestito un ospedale per poi non farlo funzionare, nonostante la necessità di porre in isolamento centinaia di persone. Davvero in Veneto e nello specifico nel Veronese non c'era bisogno di questi spazi quando i pazienti della vicina Lombardia sono stati ospitati in Sicilia o Germania? Il punto però non è solo l'emergenza. Zaia deve spiegare cosa vuol fare con i nostri ospedali di provincia. La sanità pubblica sul territorio va supportata, la lezione del Covid-19, purtroppo, è arrivata forte e chiara. Appena un anno fa sono state approvate le schede ospedaliere che prevedono una serie di servizi nelle strutture della provincia, a cominciare da Villafranca e Zevio: se la Giunta non vuole applicarle perché il modello leghista è quello lombardo lo dica apertamente».

«Aprire le due strutture è la cosa più sensata per le persone autosufficienti da tenere solo in quarantena - ha aggiunto il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Manuel Brusco - Non serve personale di assistenza e si potrebbero benissimo usare gli spazi dell'ospedale, con minime sistemazioni di messa a norma. Ricordo che in quegli ospedali sono tutt'ora attivi gli ambulatori e i centri prelievi. Si dovrebbero quindi chiudere anche questi servizi? Nel suo programma, Zaia non prevedeva la chiusura di nessuno dei 68 ospedali veneti, ora per Zevio e Isola della Scala si parla invece di chiusura definitiva, privando la pianura veronese di un importante servizio sanitario, laddove ancora si attende la riapertura del punto di primo intervento di Bovolone, chiuso ad inizio emergenza e non ancora riaperto.

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