Bianchini resta fedele a Sboarina. «Abbandonati da Forza Italia»

Il consigliere comunale replica al coordinatore provinciale Claudio Melotti, che aveva ufficializzato l'uscita del partito dalla maggioranza. «Il simbolo rimane depositato in maggioranza»

 

«Di fronte a questo attacco strumentale e sterile, un attacco che nasconde solo debolezza, io rimango fedele al sindaco e a questa maggioranza, perché il nostro lavoro sta andando molto bene». Stefano Bianchini, unico consigliere comunale di Forza Italia a Verona, ha replicato al coordinatore provinciale del suo partito Claudio Melotti, rendendo ormai evidente la spaccatura interna ai forzisti veronesi.

Con una nota ufficiale, Melotti ha annunciato l'uscita di Forza Italia dalla maggioranza che sostiene il sindaco Federico Sboarina. Un'uscita che non causa la caduta dell'attuale amministrazione, ma che potrebbe essere significativa in vista delle prossime elezioni comunali. Bianchini, però, non passerà all'opposizione. Anzi, secondo alcune indiscrezioni, sarà proprio lui a sostituire in giunta il dimissionario assessore Polato. E tutte le accuse che Melotti aveva rivolto a Sboarina, Bianchini le ha rispedite al mittente. Il coordinatore provinciale di Forza Italia aveva infatti accusato il sindaco di Verona di non aver mai coinvolto i forzisti nelle scelte strategiche per la città. Mentre, per Bianchini, è stata Forza Italia ad abbandonare i propri referenti in Comune. E se per Melotti Forza Italia «non ha mai rivendicato posti o careghe», per Bianchini il problema sarebbe stato proprio il fatto che le richieste di poltrone fatte dal partito non sarebbero state soddisfatte.

Infine, Bianchini ha confermato che il simbolo di Forza Italia resterà depositato in maggioranza. Quindi, i consiglieri sotto il simbolo di Forza Italia continueranno a stare dalla parte di Sboarina, ma nella sostanza il partito sarà rappresentato dai due consiglieri di minoranza Anna Leso e Alberto Bozza.

Una minoranza in cui altre forze sono pronte ad accogliere Forza Italia in un ampio progetto che probabilmente si concretizzerà alle prossime elezioni amministrative in una proposta alternativa a quella rappresentata da chi attualmente governa la città. «Ora le opzioni sono due - ha dichiarato il consigliere di minoranza di Traguardi Tommaso Ferrari - La prima, e più auspicabile, è che il fronte dei moderati uscito dalla maggioranza contribuisca a un cantiere politico trasversale che faccia del civismo la bussola e che ripensi totalmente la politica cittadina. La seconda invece vedrebbe l'ennesima riedizione dei soliti giochini di palazzo, dove cambiano le casacche ma le facce e soprattutto le idee rimangono sempre le stesse. Un gran lavoro per dare una pennellata di bianco a vecchi leader come Tosi, creando un'accozzaglia che guarda al passato, senza un progetto vero e schiava di leader ormai bolliti. Un'opzione che farebbe il male della città e assesterebbe il colpo finale a tutti i moderati».
Giorgio Pasetto, coordinatore di +Europa Verona, invece, vedrebbe bene Forza Italia all'interno di una coalizione composta ovviamente da +Europa, insieme a Partito Democratico, Italia Viva, Verdi europei, Azione, tosiani e «tutte le civiche laiche, ecologiste ed europeiste. Serviranno le primarie per scegliere con la partecipazione degli elettori il nome migliore da proporre come sindaco alle elezioni della primavera del 2022».

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