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Bertucco: "Tosi e Castelletti? Pedine di Berlusconi e Bossi"

"Tosi e Castelletti - dice il candidato del Pd - sono entrambi figli di quella politica che oggi non c'è più, essendo venuti a mancare dal proscenio tanto Berlusconi che Bossi"

"Le elezioni comunali del 2007 furono segnate dalla famosa cena di Cisano, svolta nella villa di Aldo Brancher a Bardolino, dove Berlusconi e Bossi concordarono la candidatura unica di Flavio Tosi a sindaco, costringendo al "passo indietro", non senza preventivi accordi, sia Meocci che lo stesso Castelletti" dice Michele Bertucco, candidato sindaco del Pd veronese.


"Tosi e Castelletti -continua il democratico- sono dunque entrambi figli di quella politica che oggi non c'è più, essendo venuti a mancare dal proscenio tanto Berlusconi che Bossi, ed essendo iniziato un processo di cambiamento che investe l'intero Paese. Mi chiedo, però, con quale faccia i protagonisti di allora si ripropongano oggi come "vere alternative”. All'Udc, che rivendica lo stesso ruolo, chiedo invece quante volte in Consiglio comunale abbia votato contro i provvedimenti presi da Tosi. La risposta è nota: zero volte. Se la politica vuole ritornare ad essere credibile, ha bisogno di altre storie personali, di altre competenze e di tutt'altre credenziali. L'Italia sta cambiando e Verona può e deve fare lo stesso. Nelle liste che mi sostengono ci sono tanti giovani e tante persone nuove con alle spalle importanti esperienze nell'ambito professionale o associativo. La città ha dunque la possibilità di scegliere il vero cambiamento".

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