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Foto generica di repertorio

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Smog, blocco per oltre 180mila auto a Verona. «E nessuna valida alternativa»

Nel capoluogo e in molti altri comuni scaligeri è aumentato il livello di allerta per l'inquinamento dell'aria e di conseguenza anche il numero di veicoli che non possono circolare. PD e Bertucco attaccano l'assessore all'ambiente Ilaria Segala

Almeno fino a giovedì prossimo, 30 gennaio, saranno ancora più rigidi le limitazioni antismog del Comune di Verona e di molti altri Comuni veronesi. Da oggi, 28 gennaio, è scattato il livello di allerta 1, quello color arancio, a causa dei ripetuti sforamenti del limite che la legge impone per la concentrazione di polveri sottili nell'aria. Per quanto giorni consecutivi, la qualità dell'aria veronese è stata «fuori legge» e questo ha fatto aumentare il livello di allerta dell'inquinamento atmosferico. E, di conseguenza, è aumentato anche il numero di veicoli che dalle 8.30 alle 18.30 non possono circolare nel capoluogo e nelle strade comunali di Bussolengo, Buttapietra, Castel d’Azzano, Fumane, Grezzana, Lavagno, Mezzane di Sotto, Negrar, Pescantina, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, San Pietro In Cariano, Sommacampagna, Sona, Villafranca di Verona.

Devono stare fermi i veicoli a benzina di categoria Euro 0 ed Euro 1 ed i veicoli diesel fino a comprendere quelli di categoria Euro 4. E, leggendo gli ultimi dati forniti dall'Aci, potenzialmente dovrebbero restare in garage più di 180mila mezzi di trasporto privati. Infatti, i mezzi di trasporto pubblici sono esclusi dai divieti. Divieti che potrebbero continuare anche dopo la giornata di giovedì se la situazione non migliorerà.

Nel commentare il nuovo provvedimento, l'assessore all'ambiente del Comune di Verona Ilaria Segala ha ricordato «l'impegno costante per la qualità dell'aria». Impegno che però non viene riconosciuto all'amministrazione comunale da parte delle forze politiche di opposizione. Il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco ha sottolineato che, in 27 giorni di gennaio, gli sforamenti del limite di legge di PM10 nell'aria sono stati già 20. E la soglia di tolleranza concessa a questi sforamenti ogni anno è di 35 giorni. «Perché si continuano a prendere in giro i cittadini? - chiede retoricamente Bertucco - C'è un solo modo per affrontare l'emergenza smog e le inevitabili polemiche sull'ingiustizia o l'inutilità dei blocchi del traffico: fornire ai cittadini un'alternativa vantaggiosa all'auto privata, e questo può essere realizzato in tempi relativamente brevi aumentando il numero di corsie preferenziali a disposizione del trasporto pubblico locale, magari anticipando le misure viabilistiche previste per il filobus».

Più diretta all'assessore Segala è la critica dei consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani.

L'assessore Segala continua a confondere il verde di abbellimento con le barriere verdi antismog e le sperimentazioni sui monopattini con una seria politica a favore della mobilità sostenibile e attiva.
Le piantumazioni in corso in alcuni quartieri vanno a recuperare almeno in parte quelle che erano state sospese fino al 2017, anno nel quale il Comune di Verona aveva accumulato un debito di circa 5mila alberi soltanto per quanto riguarda l'obbligo di legge noto come «Un albero ogni nuovo nato». Come PD, avevamo chiesto che tali nuove piantumazioni fossero inserite in un progetto organico, già proposto ed approvato nel luglio 2018 dalla quinta circoscrizione e recepito dalla stessa Segala con successiva decisione di giunta del settembre 2018, per la realizzazione di barriere verdi a protezione dei quartieri che si sviluppano lungo autostrade e tangenziali. Tutto questo però è stato lasciato cadere nel dimenticatoio.
Inconcludenza e e sterile propaganda caratterizzano anche gli impegni dell'amministrazione sul fronte della mobilità sostenibile: di quali iniziative parla l'assessore Segala, se nessuno conosce i contenuti del Pums, che avrebbe dovuto essere pronto entro la fine del 2019? Il filobus è in ritardo, la rete ciclabile non è migliorata in nulla negli ultimi due anni e mezzo; sul servizio di trasporto pubblico pende la spada di Damocle di un bando-spezzatino che potrebbe essere letale dal punto degli investimenti, dell'unitarietà e dell'integrazione della rete. Nessuno ha la bacchetta magica, gli interventi strutturali richiedono tempo e risorse per venire attuati e per entrare a regime, ma se mai si comincia, mai si arriverà. Di fatto con queste misure antismog che prevedono quasi esclusivamente blocchi del traffico, l'unica soluzione che l'amministrazione propone ai veronesi contro il peggioramento della qualità dell’aria è di sostituire la vecchia automobile con un nuovo mezzo a minori emissioni, ma non tutti i cittadini hanno la disponibilità economica o la possibilità di farlo.

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