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Bertucco si interroga: "Agsm Albania: dove sono finiti 3,5 milioni di euro?"

Il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune si pone alcune domande sulla situazione degli investimenti della partecipata veronese: "Come è possibile che non ci sia ancora un resoconto dettagliato?"

Il caso dei soldi veronesi in Albania scoppia con la relazione del Collegio dei revisori di Agsm Spa al bilancio di esercizio 2016, che alla voce “partecipazioni estere” appuntava: “In base alle informazioni ricevute il collegio non è in grado di esprimere giudizio sulle partecipazioni detenute all’estero”.

La frase sibillina ha subito fatto drizzare le antenne dei tecnici comunali dai quali è partita una sfilza di richieste di richieste di chiarimenti, tuttora in corso: come è possibile che ad un anno e mezzo di distanza dall'inizio della "missione" non ci sia ancora un resoconto dettagliato di come sono stati investiti i soldi e dei ritorni degli investimenti?

A porsi questa domanda è Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, che poi prosegue con la sua riflessione.

Sì, perché dall’inizio della “missione” in Albania di soldi dalle casse di Agsm ne sono usciti parecchi: la sola capitalizzazione di Agsm Albania è costata 1 milioni di euro, per la maggior parte messi da Agsm Verona e una parte minoritaria da Amia (che comunque è sempre una controllata Agsm). Da Agsm Verona provengono anche i 2,5 milioni di euro con cui Agsm Albania andava in cerca di “occasioni di investimento” all’estero. Una di queste è la partecipazione alla “newco” Eco Tirana, al 51% di proprietà del Comune di Tirana, che si occupa della raccolta di rifiuti “in una parte del centro” della capitale albanese.

Sebbene le richieste di chiarimenti degli uffici comunali ad Agsm siano ancora ben lontane dall’essere soddisfatte (si può verificarlo anche dalla delibera per l’approvazione del bilancio 2016 di Agsm Spa votata in giunta il 20 settembre scorso), dalla corrispondenza tra Comune e Agsm sono già emersi numerosi dettagli interessanti e in buona parte anche inquietanti.

Primo tra tutti, che il passato consiglio di amministrazione di Agsm ha approvato la costituzione di società estere praticamente a scatola chiusa, senza vedere uno straccio di piano, una relazione dei rischi o una previsione di ritorno degli investimenti. La proposta di missione in Albania è stata approvata l’8 marzo 2016 “all’unanimità dei presenti” sulla base delle sole “slide” illustrate dal direttore generale Agsm Giampietro Cigolini e dal dirigente dei Servizi Amia Diego Testi.

Secondo: Cigolini e Testi sono poi diventati amministratori delegati delle società estere di diritto albanese per cui avevano chiesto l’autorizzazione al cda, rispettivamente la Agsm Holding Albania e la Eco Tirana, nei cui organigrammi compare anche il nome dell’ex presidente Agsm Spa Fabio Venturi: è presidente di Agsm Albania e consigliere di amministrazione di Eco Tirana. Tutte le cariche risultano ad oggi attive.

E' anche questa clamorosa autoreferenzialità ad essere oggetto delle richieste degli uffici, che puntano il dito sul fatto che il cda Agsm “non ha coinvolto la propria struttura (non era presente alcun dirigente Agsm)”, a parte ovviamente quelli personalmente coinvolti... “A parere di chi scrive – si legge poi – l’assunzione di una tale iniziativa con il supporto della sola documentazione inviata in allegato lascia spazio ad alcune perplessità. Non è chiaro se la NewCo sarà in utile, quale sarà il ritorno dell’investimento, i rischi da valutare, ecc...”.

L’unica risposta fornita finora da Agsm è che gli investimenti in Albania erano richiesti dal “patto di collaborazione” che il Sindaco Tosi nel luglio 2016 aveva sottoscritto con il Sindaco di Tirana. Un po’ poco per giustificare il mancato riscontro di investimenti per 3,5 milioni.

Bertucco infine conclude rivolgendosi all'attuale maggioranza insediatasi a Palazzo Barbieri. 

E’ necessario che la nuova amministrazione comunale e il nuovo presidente Agsm riprendano il controllo di questi e di altri aspetti non chiari delle attività aziendali, anche in vista degli obblighi di legge sulla riorganizzazione delle partecipazioni pubbliche per le quali è stata richiesta una deroga al Ministero in vista della fusione con Aim.

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