Bar ai bastioni, Velardi vs La Paglia. Cinema drive-in: «Bella idea, ma nei parcheggi stadio»

Il consigliere comunale della Lega Andrea Velardi replica alla proposta di Elisa La Paglia di aprire dei "temporary bar" sui bastioni a Verona: «Il Comune può concederli solo per attività o manifestazioni culturali no profit». Sul cinema drive-in c'è da chiarire un piccolo equivoco

Cinema drive-in | foto Paul Simons - licenza Creative Commons Attribuzione 2.0 Generico

La proposta da parte della consigliera comunale Pd a Verona Elisa La Paglia, in ottica futura quando le cose sotto il profilo epidemiologico lo consentiranno, di utilizzare i magnifici bastioni per dei "temporary bar" e delle "osterie all'aperto", ha sollecitato la pronta risposta da parte di un altro consigliere a palazzo Barbieri. Si tratta dell'esponente della Lega Andrea Velardi, il quale in una nota di risposta all'indirizzo di La Paglia ha sin da subito specificato: «Bella l'idea, ma non nuova! Tutto bello quanto scritto dalla consigliera La Paglia, ma in un altro mondo, in un altro paese, con regole diverse che il governo romano a marca Pd, quindi della sua "parte", potrebbe quando vuole cambiare. Se non ora, quando?»

elisa la paglia

La consigliera comunale del Pd Elisa La Paglia

Che non fosse un'idea nuova, va riconosciuto, era stata sin da subito la stessa consigliera Pd a metterlo in chiaro, spiegando che già in passato era stata avanzata per ovviare al cosiddetto "problema dei bar fracassoni" in centro. Ci si conceda, per inciso, la malinconica e un po' futile considerazione che, oggi, forse pure quel "fracasso" sarebbe musica per le nostre orecchie. A prescindere da questo, la consigliera La Paglia nella sua nota stampa scriveva: «L’idea non è nuova, ma i problemi logistici e "politici" che in passato ne avevano sconsigliato l’attuazione ora potrebbero essere superati di slancio con l’aiuto delle istituzioni locali (Comune, Demanio e Soprintendenza) per offrire a tutti, o a buona parte dei locali pubblici veronesi, la possibilità di una ripartenza più rapida ed efficace in spazi capaci di unire sicurezza sanitaria e sostenibilità economica».

Resterebbero però anche oggi molte questioni da affrontare, e a sottolinearlo giustamente è stato proprio il consigliere della Lega Andrea Velardi che, dopo un invito ad essere più "realista" rivolto alla collega La Paglia, ha evidenziato quale sia lo stato dell'arte: «Nel 2014 già un tentativo di assegnare più di un chiosco bar sui bastioni fu fatto, ma ad aggiudicazione avvenuta fu cassato dal proprietario dell’area, cioè il Demanio, lasciando i vincitori con il cerino in mano. La proprietà, infatti, non era e non è ancora per intero del Comune di Verona. - spiega il consigliere Velardi - Il Comune di Verona ha l'area in concessione e, come da accordo firmato il 17 dicembre 2018, può a sua volta concedere i bastioni solamente per manifestazioni o attività culturali no profit». Lo stesso consigliere comunale della Lega ha quindi voluto sottolineare di essere ben a conoscenza della storia dell’utilizzo del parco delle mura, anche in virtù del fatto che lui stesso è stato tra i promotori di numerosi eventi al loro interno, quali «la prima festa danzante nel 2004 e l’ultimo festival nel 2019 nel quale si sono esibiti Cosmo, Sfera Ebbasta, Subsonica e grazie al quale si sono potute recuperare le strutture fatiscenti dell’ex zoo tramite opere di Street Art». 

Il consigliere comunale della Lega Andrea Velardi

Il consigliere comunale della Lega Andrea Velardi

Insomma, se di un interlocutore aveva bisogno la consigliera Pd Elisa La Paglia, parrebbe decisamente averlo trovato, ed anche ben preparato sull'argomento. Il problema è capire se la conversazione potrà proseguire in termini costruttivi o meno. In tal senso giova forse ricordare l'appello che il sindaco di Verona Federico Sboarina ha più volte ribadito in questi giorni delicati, sulla scorta proprio del confronto con le categorie economiche della città: «Dobbiamo essere dei "costituenti" per il rilancio dell'economia dopo l'emergenza». Il primo cittadino ha fatto esplicito riferimento alla fine della seconda guerra mondiale, chiedendo proprio che in questa fase si superino colori e bandiere politche per il "bene comune", vale a dire la città di Verona, i suoi abitanti e il raggiungimento di quell'obiettivo condiviso che dovrebbe appunto essere il "rilancio economico". 

Il consigliere Andrea Velardi, sempre nella sua nota, ha voluto ricordare la concessione da parte della sovrintendenza del «nulla osta per il concorso sullo Skatepark, o meglio, "Parco della Cultura Urbana e per Famiglie", nei 4.000 metri quadrati nel vallo di San Bernardino, un'iniziativa questa di cui rivendico con fierezza la paternità». Ma non solo, lo stesso esponente della Lega ha poi aggiunto: «Fosse per il sottoscritto, nel parco delle mura troverebbe casa la città della musica, "Verona ice city", scuole mobili su container digitalmente all’avanguardia, palestre open air, truck food allestiti per bar e ristoranti, nonché campi di paddle, campi di calcio "3 contro 3", giostrine inclusive, cinema all’aperto, allestimenti mobili per fiere e mostre urbane. Tutte cose che ho proposto anno dopo anno».

Insomma, le idee ci sono eccome, ma vi sono anche i vincoli e la burocrazia, cose che rallentano e, non sempre, ma talvolta finiscono anche con il castrare sogni e desideri. Viene anche in questo caso voglia di ricordare un'altra parola d'ordine pronunciata a più riprese dal sindaco Sboarina in questi giorni e in vista dei prossimi mesi, difficili ma si spera davvero anche ricchi di opportunità: «Sburocratizzare, velocizzare la ripartenza». Tornando agli amati bastioni di Verona, il consigliere Velardi ha quindi puntualizzato alcune cose piuttosto importanti: «Vi spiego anche come, attualmente, i bastioni sono regolati. Il Comune li assegna per attività no profit, co-organizzati, concedendo il patrocinio. La consigliera La Paglia, - ha poi aggiunto Velardi - inviti quindi tutte le associazioni che conosce, ci porti progetti concreti e sono/saremo ben lieti di concederli. Il Demanio invece è l’organo a cui rivolgersi per attività commerciali, - ha infine specificato il consigliere della Lega Velardi - li concede, infatti, dopo aver ottenuto il pagamento di un canone e polizza fideiussoria che, se non ricordo male, si aggira sui 70mila euro. Invece l’affitto per due giorni, senza alcun servizio, lo ricordo benissimo per averlo pagato: 9mila euro».

Il cinema drive-in, ritorno al futuro nell'era del virus? 

Merita un capitolo a parte la questione del cinema drive-in, anzitutto per chiarire un piccolo equivoco. La proposta della consigliera Pd Elisa La Paglia, può piacere o meno, ma va detto per onestà e correttezza nei suoi confronti non conteneva alcun riferimento al cinema drive-in. La consigliera comunale dem si era limitata a menzionare, nel suo mattutino post su Facebook, la possibilità di dare vita agli ormai noti "temporary bar" sui bastioni, dove «condividere un aperitivo e una serata, uno spettacolo e, perché no, una proiezione». Il tema della "proiezione", nel comunicato ufficiale si è poi allargato diventando «una proiezione, anche sportiva», dunque non solo cinema all'aperto ma, eventualmente, anche la visione di un evento sportivo, dal calcio al rugby, là dove ovviamente ve ne siano. Tutto qui, nessuna menzione o riferimento al "cinema drive-in" con le auto davanti allo schermo.

I veri "colpevoli", per quel che riguarda la proposta di riattualizzare il cinema drive-in, siamo noi. L'idea di riportare in auge la proiezione di film in spazi aperti dove il pubblico si possa radunare stando sulle proprie automobili, infatti, ci pareva una possibilità con ottime prospettive, soprattutto perché garantirebbe maggiore sicurezza sotto il profilo sanitario (si sta in auto appunto) e potrebbe essere fattibile anche prima del canonico cinema all'aperto con i posti a sedere distanziati. A nostra parziale giustificazione, teniamo a precisare che, circa la location indicata nel testo del precedente articolo, non si trattava dei bastioni (né il vallo di città di Nimes né il vallo del bastione Santo Spirito), quanto piuttosto dell'area in via del Pestrino che solitamente in estate viene sfruttata per il tradizionale ciclo di proiezioni cinematografiche all'aperto del festival "Operaforte". L'ampio parcheggio che l'area presenta e solitamente viene utilizzato dagli spettatori ci aveva fatto sorgere questa suggestione, pur restando naturalmente diverse modifiche da apportare sotto il profilo organizzativo.

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Ciò detto, può anche essere che l'area da noi indicata come suggestione possibile, cioè quella di via del Pestrino, non sia comunque oggettivamente consona per mille altri motivi a noi ignoti, ma non ci pare questo il punto importante. La cosa essenziale, al netto delle sue contestazioni che hanno però di mira in questo caso un obiettivo sbagliato, ci pare comunque di riscontrare il favore nel merito dello stesso consigliere Andrea Velardi, il quale nella sua nota scrive: «Cinema drive-in? Bella idea ma a Boscomantico o nei parcheggi dello stadio. Si tratta solo di trovare chi allo stato attuale vi voglia investire». Benissimo, forse anche meglio così rispetto a via del Pestrino: un cinema drive-in nei parcheggi dello stadio a Verona, oppure a Boscomantico hanno un fascino indiscutibile e saremmo davvero lieti di poter un giorno acquistare il biglietto e sgranocchiare popcorn. Per una volta il dibattito sembra essere iniziato prima del film, ma chissà che nei prossimi giorni a qualcuno non venga voglia di accendere anche il proiettore... 

(foto Paul Simons - licenza Creative Commons Attribuzione 2.0 Generico)

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