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Obbligo di esporre la bandiera del Veneto. Puppato: "Così è divisivo"

È passata a maggioranza in consiglio regionale la proposta di legge che impone l'esposizione del vessillo negli uffici pubblici. La senatrice PD: "Le bandiere devono unire"

(foto di repertorio)

Tra la discussione e l'approvazione c'è stata di mezzo la pausa estiva, ma alla fine ieri, 29 agosto, il consiglio regionale del Veneto ha approvato con 31 voti favorevoli, 6 contrari e 1 astenuto le nuove disposizioni sull'uso dei simboli ufficiali della Regione Veneto.

L'intento della proposta di legge è quello di rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini veneti. Sarà istituita una fascia veneta che potrà essere utilizzata dal presidente della Regione durante gli eventi istituzionali. Come il sindaco ha la fascia tricolore e il presidente della provincia ha la fascia blu, ora anche il presidente regionale avrà la sua fascia che riproporrà il leone di Venezia. Inoltre viene fatto obbligo di esporre la bandiera del Veneto in tutti gli uffici pubblici della Regione e in alcune situazioni anche in quelli privati in determinate situazioni.

Il consigliere regionale Maurizio Conte di Veneto per l'Autonomia ha sottolineato come "il gonfalone di San Marco è un simbolo che, al di là delle diverse posizioni ideologiche, unisce i cittadini veneti in un comune sentire, contribuendo a rafforzare lo spirito identitario che avvicina e lega assieme il nostro popolo". Critico invece il consigliere Piero Ruzzante di Articolo 1 - MDP: "Trovo incostituzionale che la Regione decida l'obbligatorietà dell'uso della bandiera del Veneto nelle sedi istituzionali periferiche dello Stato, in quanto ciò è invasivo delle competenze del governo nazionale. Sono in disaccordo sull'imposizione, a comuni, province e città metropolitane, di esibire all'esterno la bandiera del Veneto. Così si va contro al principio di autonomia degli enti istituzionali. Togliamo l'obbligatorietà e introduciamo una semplice indicazione".

La proposta di Ruzzante però non è stata accolta e l'obbligatorietà è rimasta. Una legge che trova anche il parere contrario della senatrice PD Laura Puppato.

L'esposizione della bandiera è senza dubbio una pratica commendevole, il segno tangibile di un senso di appartenenza che travalica la semplice cittadinanza - scrive Puppato - L'utilizzo del vessillo veneto serve ai leghisti per distinguere, discriminare, dividere, isolando il Veneto dal contesto nazionale. Il contrario di ciò che deve fare una bandiera che dovrebbe invece servire a rafforzare un sentimento di identità che ancora non esiste così forte come i leghisti vorrebbero. Inoltre, vi sono istituzioni come prefetture e caserme che rappresentano l'Italia e solo l'Italia, non avrebbe senso esporre altre bandiere.

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