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Il ministro Francesco Boccia e il governatore del Veneto Luca Zaia

Il ministro Francesco Boccia e il governatore del Veneto Luca Zaia

Ricevuta bozza sull'autonomia del Veneto, Zaia: «Così com'è non è sottoscrivibile»

Tira una brutta aria tra il presidente del Veneto Luca Zaia e il ministro Francesco Boccia che replica: «L'autonomia differenziata che abbiamo in mente non sarà attuata per far correre alcune regioni a scapito di altre, ma per tutto il Paese, unito da nord a sud»

«Confermo di aver ricevuto dal ministro Boccia una bozza della legge quadro sull'Autonomia che ho immediatamente trasmesso agli accademici della delegazione trattante per una valutazione puntuale e tecnica, sia dal punto di vista costituzionale, sia da quello finanziario». Lo ha dichiarato il presidente del Veneto Luca Zaia sentito dall'Ansa.

«Siamo abituati a guardare in faccia la realtà. Così come si articola, quella bozza non è sottoscrivibile. - commenta lo stesso governatore del Veneto - Il ministro ha dato disponibilità a una riunione in settimana e ci auguriamo che sia disponibile a discuterne nel merito. Abbiamo rimesso tutto e rapidamente in mano ai tecnici perché o si arriva a una soluzione sostenibile nel senso di una vera Autonomia, allora vale la pena discutere, oppure quel testo noi non lo sottoscriveremo».

«Questa non è una dichiarazione di guerra, ma una semplice constatazione, visto che in settimana arriveremo al giro di boa e capiremo quale sarà il testo finale del provvedimento. - conclude Zaia - Attendiamo dunque la riunione della Conferenza Stato-Regioni di venerdì e vedremo».

Il ministro Francesco Boccia non ha esitato a replicare, sottolineando durante un suo intervento a Rieti che «le bozze di una norma solitamente non debbono essere sottoscritte, ma discusse». Lo stesso Boccia ha quindi aggiunto: «L'autonomia differenziata che abbiamo in mente è declinata come applicazione del principio di sussidiarietà, non sarà attuata per far correre alcune regioni a scapito di altre, ma servirà a far camminare prima, e correre poi, tutto il Paese, unito da nord a sud, ripartendo dai territori, dalla centralità delle città metropolitane, dal tenere per mano aree interne e in ritardo di sviluppo con le aree più sviluppate».

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