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Alla Camera si torna a discutere di Autonomia differenziata, Zaia: «È la vera soluzione»

«Il centralismo medievale ha già fatto i suoi danni e ci lascia in eredità un Paese a due velocità dove esistono in particolar modo oggettive disparità tra cittadini e cittadini lungo lo stivale», ha detto il presidente della Regione Veneto

«Oggi alla camera si riprende a discutere dell’Autonomia differenziata. Lasciato il giusto spazio alla tornata elettorale è cominciato l’ultimo miglio di una riforma che cambierà l’Italia. La metterà al passo con le Nazioni europee più avanzate e permetterà nel Paese a chi è più avanti di non arretrare e a chi parte da più indietro di recuperare il gap. Secessione dei "ricchi"? No! Crescita e modernità per tutti».

Con queste parole si è espresso il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nel giorno in cui alla Camera dei Deputati, dopo l’approvazione ottenuta in Senato, torna in discussione il testo dal titolo "Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione".

«Con l’Autonomia – ha aggiunto Zaia – si concretizzerà un passaggio storico della vita repubblicana, che porterà l’amministrazione della cosa pubblica più vicina ai cittadini, alcuni centri decisionali fondamentali sui territori, ovunque, la necessità di gestire con oculatezza, combattendo ed evitando gli sprechi, ogni euro e rispondendone poi alla gente amministrata. Qui nessuno vuole negare l’unità dello Stato, ma affermare un diverso rapporto tra Stato e Regioni, più moderno, più virtuoso.
Ringrazio ancora una volta il Governo e in particolare lo straordinario lavoro del Ministero Calderoli – ha proseguito il presidente – per l’attenzione prestata a questa che è una vera e propria esigenza di rinnovamento, partita dal basso, con il referendum del Veneto e dei Veneti del 2017, e poi diffusasi in molte altre Regioni. Ancora una volta auspico che sia il Veneto a guidare i prossimi passi della riforma: siamo già pronti a sederci al tavolo con il Governo per discutere la delega delle prime materie, come scriverò alla Premier immediatamente dopo l’approvazione della riforma.
Lo ripeto spesso: questa non è la secessione dei ricchi, non è un atto di egoismo, ma l'espressione della vera volontà di investire su un nuovo rinascimento. Il centralismo medievale ha già fatto i suoi danni e ci lascia in eredità un Paese a due velocità dove esistono in particolar modo oggettive disparità tra cittadini e cittadini lungo lo stivale - prosegue -. L'Autonomia è la vera soluzione. Del resto esperienze internazionali, soprattutto in occidente, hanno dimostrato che l'Autonomia non ha affossato i Paesi, ma li ha valorizzati.
Concludo con un auspicio – ha detto il presidente del Veneto – e cioè che nel dibattito alla Camera si discuta, a favore o contro, di contenuti concreti e non ci si lasci andare a veri e propri luoghi comuni come la secessione dei ricchi, lo spacca Italia, la fine del Sud, l’egemonia del nord. Non è di questo che si parla, ma di un’occasione di progresso».

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