Mercoledì, 16 Giugno 2021
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Aumento di capitale di Veronafiere, ok del Comune ma con dei distinguo

Il consigliere comunale Bertucco: «La maggioranza sborsa i soldi senza neanche preoccuparsi di come verranno impiegati». Ferrari: «Innestare liquidità non è sufficiente per tutelare l'asset»

Veronafiere (Foto Ennevi)

Con le approvazioni nei rispettivi consigli, Provincia e Comune di Verona hanno dato il loro assenso alla partecipazione all'aumento di capitale di Veronafiere. In base alle loro quote di proprietà, i due enti contribuiranno all'investimento complessivo da 30 milioni di euro, approvato dai soci della fiera scaligera per il rilancio post-Covid.

Un'approvazione, quella avvenuta nel consiglio comunale di Verona, a cui nessuno si è opposto con un voto contrario. Ma due sono stati i voti di astensione. E dalla minoranza si sono alzate alcune voci critiche.
La prima è quella del consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, stupito dalla «pochezza del dibattito durante la seduta che ha stanziato quasi 12 milioni di euro di soldi dei cittadini veronesi per salvare l'ente fieristico. E date queste premesse è improbabile che il Comune, socio di maggioranza relativa, sia in grado di dare un qualche indirizzo al rilancio della Fiera. La maggioranza ha sborsato i soldi senza neanche preoccuparsi di come verranno impiegati».
Ed il consigliere comunale del movimento civico Traguardi Tommaso Ferrari ha spiegato il suo voto di astensione dicendo: «Sono dell'idea che innestare liquidità non sia sufficiente per tutelare l'asset, che in primis necessita di un nuovo modello di gestione, come dimostrano le tensioni che si sono create tra il Comune di Verona e gli altri azionisti. Ho deciso di astenermi anche perché ritengo che siano molte le questioni irrisolte di cui il consiglio comunale non si è mai occupato, essendo state convocate pochissime commissioni sulla fiera. Una di queste è l'apertura a nuove collaborazioni. In un mercato che cambia, chiudersi su se stessi e rimanere nel meccanismo della "veronesità a tutti i costi" rischia di precludere delle partnership importanti che, da un lato, ci permetterebbero di mettere in sicurezza gli eventi strategici e, dall'altro, ci metterebbero al riparo dall'eventualità di perdere tutto fra qualche anno».
Hanno invece votato a favore dell'aumento di capitale i consiglieri del Partito Democratico Elisa La Paglia, Federico Benini, Stefano Vallani, i quali hanno presentato un ordine del giorno che l'amministrazione ha accolte per ottenere «garanzie affinché il piano industriale sia attuato e non si ripetano più gli errori di investimento del passato». I tre consiglieri hanno poi aggiunto: «L’altra garanzia che abbiamo chiesto riguarda il miglioramento della convivenza con i quartieri circostanti».

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