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Aule chiuse,  scontro tra Tosi e la Provincia

Aule chiuse, scontro tra Tosi e la Provincia

Aule chiuse, scontro tra Tosi e la Provincia

Il sindaco: "Mia la competenza sulla sicurezza dei ragazzi e sulla Protezione civile"

La terra sembra più stabile, ma il terremoto che sta investendo il mondo politico veronese sembra ben lungi dal placarsi. Il gioco delle polemiche e dello scaricabarile tra Comune e Provincia è entrato nel vivo. Ieri l’assessore provinciale all’Istruzione Marco Luciani aveva parlato di un intervento a gamba tesa: “Il sindaco Tosi ha emesso l'ordinanza senza comunicare le sue intenzioni alla Provincia. Ci ha posti davanti al fatto compiuto, anche se il provvedimento coinvolge molti istituti di competenza della Provincia. Il provvedimento, poi, risulta inutile, perché gli esami sismici non si esauriscono certo in una giornata”. 

Oggi è arrivata la replica, dura, del sindaco: “L’assessore Luciani non è istruito a sufficienza in troppe cose. Primo: in ogni Comune è il sindaco il responsabile della protezione civile, della sicurezza di tutti i ragazzi che sono a scuola nel territorio comunale e, volendo, anche della serenità delle loro famiglie relativamente alla statica degli edifici scolastici. Secondo: che la segreteria del sindaco di Verona ha avvertito nel primo pomeriggio sia per telefono che via fax la segreteria del Presidente della Provincia sull’ordinanza di chiusura delle scuole in città ancor prima che fosse firmata. Terzo: che sarebbe spettato alla Provincia dare comunicazione al Sindaco dei controlli eventualmente già espletati”. 

Infine, Tosi si è tolto un sassolino dalla scarpa: “L’unico ‘intervento a gamba tesa’ è stata la sciocca polemica dell’assessore all’istruzione, un regalo non necessario ai sostenitori dell’inutilità delle Province e di qualche loro assessore”. 

La risposta di Luciani non si fa attendere: "Ribadisco che i tecnici della Provincia, nel corso della mattinata di ieri avevano già effettuato sopralluoghi di verifica a San Pietro in Cariano (il comune sede di istituti superiori più vicino all'epicentro della prima scossa) e, su chiamata delle scuole, a Villafranca, Bussolengo e in alcuni istituti della città, senza che fossero rilevati danni alle strutture. Il risultato della chiusura delle scuole è che oggi su oltre 31.000 studenti delle scuole superiori, circa 17.800 sono rimasti a casa, i restanti si sono recati regolarmente nelle loro scuole a seguire le lezioni. Resta la convinzione che andare a scuola rappresenti il primo ritorno alla normalità, dopo avvenimenti quali quello di ieri, mentre un'ordinanza di chiusura delle scuole rischia di suscitare preoccupazione, proprio l'opposto di quella tranquillità che il sindaco di Verona ieri professava. Concludo confermando che oggi i nostri ragazzi che frequentano le superiori potevano andare nelle loro scuole in tutta tranquillità, ricordando che per la Giunta della Provincia di Verona la sicurezza nelle scuole è al primo punto del programma amministrativo”. 

In tutto questo marasma politico, si aggiunge la voce del candidato sindaco del Pd Michele Bertucco, che critica aspramente l’operato degli amministratori scaligeri: “Le migliaia di persone che ieri si sono riversate sulle strade e nelle piazze spinte da notizie inattendibili sul terremoto avrebbero avuto diritto a ricevere qualche indicazione certa da parte delle autorità cittadine le quali, invece, o non si son fatte sentire oppure sono intervenute in ritardo. Non è chiaro, ad esempio, quale ruolo abbia giocato la Protezione Civile nel gestire l'emergenza che non era tanto geologica ma mediatica. Resta poi il mistero su chi abbia allertato scuole e uffici pubblici. La Provincia, per quello che è dato sapere, si è limitata a smentire ciò che di fatto era già successo, mentre il Comune ha tardivamente preso il comando della situazione soltanto per regalare un giorno di vacanza agli studenti delle scuole superiori, sulle quali si era già pronunciata la Provincia. Intanto, impiegati e studenti di ogni ordine a grado hanno abbandonato aule e uffici pubblici, attingendo aggiornamenti e informazioni, spesso falsi, soltanto da internet”. 

Il democratico non risparmia nessuno: “Nelle piazze si sono visti pochissimi vigili urbani. Ma soprattutto nessuno, tra le autorità, si è preso la responsabilità di comunicare alla popolazione lo stato reale delle cose, mentre oggi, come da copione, è il giorno dei battibecchi e del tradizionale scaricabarile tra enti pubblici. Resta il fatto incomprensibile di come Comune o Provincia possano eseguire seri controlli di staticità sugli edifici scolastici in un sol giorno. Ma se esiste un reale pericolo di tenuta delle strutture, non era più opportuno verificarlo la mattina stessa di mercoledì, visto che la scossa più forte e più vicina a noi si era già verificata durante le notte? Assecondare le paure sull'onda dell'emotività non è esattamente un buon modo di governare.”
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