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Cortile di Giulietta (Foto di repertorio)

Cortile di Giulietta (Foto di repertorio)

Code all'ingresso del Cortile di Giulietta. PD: «Sindaco inconcludente»

I commerciati lamentano assembramenti ed un serpentoni di visitatori che oscura le loro vetrine. E consiglieri democratico attaccano: «Dopo tre anni e mezzo di governo della città la maggioranza è ancora spaccata e incerta sul da farsi»

Segno di una, seppur timida, ripartenza del turismo, le code all'esterno del Cortile di Giulietta, in Via Cappello, restano però uno dei problemi irrisolti dall'amministrazione comunale, che non ha scelto la via da percorrere per sistemare in modo definitivo gli accessi al cortile e alla Casa di Giulietta. E i commercianti della via protestano, perché le loro vetrine sono oscurate dal serpentone dei visitatori che attendono di poter entrare nel cortile. Un cortile, all'interno del quale le norme anti-Covid saranno pur rispettate, ma è difficile non definire assembramento la coda di attende all'esterno di uno dei maggiori punti di attrazione turistica della città.

Ed il problema non è stato solo sottolineato da chi ha un negozio in Via Cappello, ma anche dal Partito Democratico, che con i suoi consiglieri comunali Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani è intervenuto così: «Ci eravamo lasciati alla fine del luglio con l'ennesimo annuncio del sindaco Federico Sboarina che prometteva, in collaborazione con i vigili del fuoco, una stima di quante persone potevano entrare nel Cortile di Giulietta, secondo l'ipotesi avanzata dal prefetto di contingentare gli ingressi e di conseguenza anche la calca, attraverso un sistema di prenotazione online delle visite. A distanza di due mesi non si sa nulla né di questa stima né delle modifiche che le società che concorrono al project financing bandito ormai da anni sono tenute a imprimere alle loro proposte in rispetto delle indicazioni della Soprintendenza, la quale non intende permettere percorsi di visita segregati tra casa e cortile e che impone sia garantito l'accesso dall'ingresso storico per preservare la concezione originaria di Antonio Avena. È importante che l'amministrazione arrivi a proporre una sua soluzione perché, oltre alla questione sanitaria e della sicurezza pubblica, in ballo ci sono anche importanti potenziali introiti per le casse comunali. Già un biglietto da 1 euro genererebbe un importante flusso di cassa da reinvestire nei servizi al turismo. Dopo tre anni e mezzo di governo della città la maggioranza è ancora spaccata e incerta sul da farsi: prima delle elezioni la Lega ha cambiato di nuovo rotta sostenendo la necessità di una gestione diretta del sito da parte del Comune. Chiediamo la convocazione urgente di una commissione consiliare per fare il punto della situazione e mettere fine alla scandalosa inconcludenza dell'amministrazione Sboarina che ha trasformato in un problema insolubile quella che dovrebbe essere una miniera d’oro e un punto strategico di marketing territoriale per il Comune di Verona».

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