Aree giochi nei parchi, La Paglia: «A Verona la tecnica dell’amministrazione è il lamento»

L'esponente Pd in Comune a Verona polemizza con l'amministrazione per la mancata riapertura di tutte le aree giochi, cita l'esempio di Padova ma "si dimentica" di Brescia

Altalena vietata

La polemica sollevata a Verona dalla consigliera del Pd Elisa La Paglia in merito alla non riapertura delle aree giochi nei parchi di Verona rischia di essere un po' frettolosa. «A Verona la tecnica dell’amministrazione è il lamento. - scrive la consigliera comunale Pd Elisa La Paglia in un post Facebook - Come se il tema dei parchi giochi con la pulizia delle strutture non fosse prevedibile. Il virus c’è. Non per questo rinunciamo a tutto. Il loro lavoro è trovare soluzioni, ma preferiscono la politica del pianto e intanto chiusi parchi fino a nuovo decreto tranne 5 su 120. Con l’esito che meno sono quelli aperti più si creerà assembramento e difficoltà per i genitori, che sono chiamati alla vigilanza dei loro bambini e bambine. Ci si può invece organizzare».

Parchi aree giochi Il post Facebook della consigliera comunale Pd Elisa La Paglia

Il post Facebook della consigliera comunale Pd Elisa La Paglia

Procediamo, senza alcuno spirito acrimonioso, a delle puntualizzazioni che sono però necessarie: i parchi a Verona non sono chiusi, sono tutti aperti. Ad essere chiuse, o meglio non utilizzabili e in alcuni casi avvolte da nastri che ne segnalano l'impossibilità di utilizzo (per legge fino alla scorsa domenica 17 maggio) sono le aree giochi, quindi scivoli, giostrine e tutto il resto. Il nuovo Dpcm in vigore da ieri consente la riapertura anche delle aree giochi per bambini/e nei parchi, così come delle aree attrezzate o piastre per l'attività fisica degli adulti, ma lo fa ad alcune condizioni ben precise. I criteri sono consultabili nell'allegato 8 del Dpcm del 17 maggio: igienizzazione quotidiana degli elementi, rispetto della distanza di un metro per tutti i presenti nei parchi, ivi compresi dunque i bambini/e, inoltre, obbligo di mascherina per tutti, bambini/e dai 3 anni (e non dai 6 anni in sù come previsto dallo stesso Dpcm in altre circostanze).

L'Ass. Padovani e il sindaco Sboarina hanno annunciato questa mattina che per il weekend in arrivo a Verona verranno rese disponibili 19 aree giochi/attrezzate in altrettanti parchi cittadini che, ribadiamolo, sono già tutti aperti. Per fare questo, l'amministrazione comunale di Verona ha fatto sapere di aver coinvolto, oltre ad Amia, anche l'esercito e i vigili del fuoco che si preoccuperanno quotidianamente di procedere alla sanificazione di tutti gli elementi che compongono le 19 aree giochi che saranno fruibili nei parchi selezionati. Questi ultimi sono stati scelti in ogni circoscrizione cittadina (qui l'elenco) nell'ottica di garantire a tutte le famiglie di averne almeno uno nel proprio quartiere di riferimento. La consigliera La Paglia cita nel suo post Facebook quale esempio virtuoso l'intervento dell'assesore del Comune di Padova Chiara Gallani, la quale a sua volta scrive: «È ufficiale che finalmente riapriremo i giochi per i più piccoli in tutti i parchi. Le linee guida prevedono una serie di azioni di pulizia e di sorveglianza per cui sarà necessario attendere qualche giorno».

Ora, noi non sappiamo come andranno le cose a Padova e all'amministrazione patavina vanno sicuramente fatti i complimenti nel caso riesca davvero a garantire la sanificazione quotidiana di tutti gli elementi di tutti i parchi della città. Ciò detto, è evidente che le linee guida dell'allegato 8 del Dpcm 17 maggio, qualche problemino di gestione lo presentano. L'Ass. del Comune di Verona Marco Padovani ha detto che, secondo i loro calcoli, per procedere alla sanificazione delle giostrine e degli scivoli ogni giorno l'amministrazione in due mesi dovrebbe spendere circa 250/300mila euro. Insomma, per la gioia dei nostri bimbi si mobilitano esercito, vigili del fuoco e si spendono cifre importanti. Tutto buono e giusto, per carità, salvo appunto le polemiche. Anche perché queste ultime sembrano non tenere conto di situazioni ben più rinunciatarie, diciamo così, rispetto sicuramente al Comune di Padova, ma anche a quello di Verona.

Onestà intellettuale, infatti, ci impone, ad esempio, di volgere lo sguardo non solo a Padova, ma anche nella vicina città lombarda di Brescia, dove il sindaco locale, Emilio Del Bono esponente del Partito Democratico, al momento ancora non ha nemmeno riaperto tutti i parchi della città. Prevede di farlo, fa sapere in un post su Facebook, solo dal 22 maggio e ha deciso, senza fornire alcuna spiegazione alla cittadinanza in tal senso, di mantenere chiuse tutte le aree giochi e attrezzate nell'intera città. Una decisione quest'ultima che, probabilmente, per quanto non sia stato esplicitato dal sindaco di Brescia, molto deve proprio a quel rigoroso protocollo che il Dpcm impone alle amministrazioni comunali che decidano di rendere utilizzabili le aree giochi nei parchi. Insomma, tra il tutto e il niente, vi è il qualcosa, e a Verona in questa circostanza varrebbe forse la pena evitare di lamentarsene. 

Post Facebook Emilio Del Bono sindaco di Brescia parchi

Post Facebook Emilio Del Bono sindaco di Brescia 1

Post Facebook Emilio Del Bono sindaco di Brescia 2

I post Facebook del sindaco di Brescia Emilio Del Bono

Allegati

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tragico incidente sul lavoro: operaio 38enne precipita a terra e muore

  • Ordinanza Zaia: si può passeggiare al lago o in montagna? Mascherina, multe ai gestori locali

  • Virus, il vaccino veronese fa sperare: «È ben tollerato e induce risposta immunitaria»

  • In sella alla moto sbatte contro un'auto a Pizzoletta e perde la vita

  • Regalo di Natale dal Governo per chi paga con bancomat e carte: cos'è il "cashback"?

  • Nuovi chiarimenti della Regione sull'ordinanza di Zaia: sì a camminate gruppi nordic walking

Torna su
VeronaSera è in caricamento