Affare Unicoge, indagine archiviata. Sboarina: «Operazione legittima»

Erano stati coinvolti 46 amministratori pubblici dei Comuni di Verona, San Bonifacio e Cologna Veneta, messi sotto accusa anche dalle minoranze. «Rimandate ai mittenti tutte le fandonie dette»

I sostenitori dell'affare Unicoge

Il Tribunale di Verona ha disposto l'archiviazione del procedimento per le quote della società di luce e gas dell'Est Veronese Unicoge.
L'indagine a carico di 46 amministratori pubblici era stata aperta dopo l'esposto del sindaco di Lonigo del 2019. Coinvolti nella vicenda, oltre ai primi cittadini di Verona, Cologna Veneta e San Bonifacio, i consiglieri comunali di maggioranza che, nei rispettivi enti, tra il 2018 e il 2019, approvarono le delibere del nuovo assetto societario di Unicoge. Un provvedimento motivato dalla volontà di mantenere pubblico il controllo della società, dal momento che quattro dei Comuni fondatori avevano deciso di cedere le proprie quote. Tale documento era stato approvato dal consiglio comunale di Verona il 20 dicembre 2018.

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(I partecipanti alla conferenza sull'annuncio dell'archiviazione dell'indagine)

L'archiviazione è stata annunciata oggi, 11 novembre, in Piazza Bra dai sindaci di Verona Federico Sboarina, di Cologna Veneta Manuel Scalzotto e di San Bonifacio Giampaolo Provoli e dai consiglieri veronesi di maggioranza Paola Bressan, Maria Fiore Adami, Matteo De Marzi, Andrea Bacciga, Stefano Bianchini, Nicolò Sesso e Daniele Perbellini. Presenti in conferenza anche l'avvocato Enrico Scalzotto e il consigliere comunale di Cologna Veneta Elisa Chierico.
«Le minoranze di Verona hanno perso l'occasione di stare zitti - ha dichiarato Sboarina - Di fronte a procedimenti giudiziari aperti, infatti, come avvocato e amministratore, sono abituato ad attendere il verdetto prima di fare dichiarazioni. Una buona prassi che non è di molti. La vicenda è stata archiviata e l'operazione, come abbiamo sempre sostenuto, è legittima. Come amministratori abbiamo semplicemente agito per il bene delle comunità, e cioè per mantenere in mano pubblica una società che eroga servizi essenziali. La nostra scelta era supportata da pareri tecnici. Oggi rimandiamo ai mittenti tutte le fandonie dette. Si può condividere o meno una scelta politica, ma è la cattiva politica quella che spara sentenze prima che il tribunale abbia fatto il suo lavoro».
«Si tratta di un'operazione di aggregazione importante - ha precisato Scalzotto - che consente una serie di vantaggi per le comunità coinvolte. Unicoge era una piccola Agsm per i nostri territori e, da parte nostra, vi era solo la volontà di garantirle un futuro, scegliendo di rafforzarla facendo squadra con i veronesi. Una visione corretta, orientata solo a difendere il bene pubblico delle nostre comunità».
«Sono stati anni di grande sofferenza - ha concluso Provoli - La volontà era solo quella di tutelare al meglio l'interesse dei cittadini e dei beni pubblici presenti sui nostri territori. Nel campo dell’energia sta diventando sempre più importante che vi sia un riferimento anche pubblico che faccia da calmiere dei prezzi. Questo era il nostro intento. Invece, alla fine, siamo stati solo additati come coloro che volevano portare acqua alle società private, senza una tutela degli interessi pubblici. Nulla di più distante dalla realtà».

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