Elezioni regionali, appello di 37 sindaci veneti: «Unità attorno a Lorenzoni»

Tra loro ci sono tre primi veronesi: Albertini di Belfiore, Grison di Negrar e Padovani di Lavagno. Chiedono un'alleanza vasta «a tutte le forze democratiche, riformiste, progressiste e liberali»

Arturo Lorenzoni (Foto Facebook)

Come sindaci misuriamo quotidianamente la complessità del periodo storico che stiamo attraversando. Abbiamo, dunque, ben chiaro quanto sia necessario affrontare il passaggio delle elezioni regionali senza incertezze, con forza, determinazione, e soprattutto unità.

Con queste parole comincia l'appello sottoscritto da trentasette sindaci veneti per chiedere un centrosinistra compatto attorno al candidato Arturo Lorenzoni. Un appello che segue di qualche giorno quello simile del movimento veneto delle Sardine, il quale chiede di fare fronte comune contro la Lega che sicuramente si presenterà all'elezioni regionali candidando ancora l'attuale presidente Luca Zaia.

Tra i trentasette sindaci veneti che hanno sottoscritto l'appello in favore di Lorenzoni ci sono anche tre sindaci veronesi: Alessio Albertini di Belfiore, Roberto Grison di Negrar e Marco Padovani di Lavagno. Loro tre e gli altri trentaquattro primi cittadini del Veneto chiedono «a tutte le forze democratiche, riformiste, progressiste e liberali» di «concorrere positivamente alla costruzione di una alleanza vasta per il Veneto, mettendo al centro delle proprie scelte esclusivamente il benessere dei nostri cittadini».

Chiediamo a tutti di evitare l'errore grave di trasformare la ricchezza e la pluralità del campo riformista e democratico in debolezza - si legge sempre nell'appello - Dividersi è sempre sbagliato. Siamo di fronte ad una scelta di campo. Ciascuno senta su di sé la responsabilità di indicare con chiarezza ai veneti da che parte decide di stare.

E la parte giusta, secondo questo gruppo di sindaci, è quella di chi sostiene Arturo Lorenzoni, definito un «profilo moderato ed innovativo», che «ben rappresenta il riformismo concreto degli amministratori locali e interpreta pienamente quello spirito di apertura e condivisione di cui questo percorso ha bisogno».

Di fronte a noi c'è una grande opportunità, quella di poter finalmente offrire ai veneti una proposta concreta e alternativa, un progetto nuovo e popolare - concludono i sindaci firmatari dell'appello - Per farlo dobbiamo essere uniti e responsabili e dobbiamo compiere scelte leali e generose. Nel pieno rispetto delle diverse posizioni, crediamo che affrontare le elezioni regionali del Veneto in un clima conflittuale e di contrapposizione, che porti lo scontro direttamente nel campo del centrosinistra sia dannoso e lontano dai bisogni dei veneti, inspiegabile agli occhi della gente. Questo è il momento delle scelte, quelle che incidono direttamente sulla vita delle persone.

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E intanto il fronte dei sostenitori di Lorenzoni si allarga e comprende il movimento civico e popolare Veneto che Vogliamo, il quale da qualche settimana ha mosso i primi passi anche in provincia di Verona. La prima assemblea provinciale ha eletto il coordinamento, alla presenza anche dello stesso Lorenzoni, e lo scorso 13 febbraio si è tenuto il primo incontro pubblico su alcune tematiche importanti per Veneto che Vogliamo: ambiente, trasporti, sanità, sociale e riduzione delle diseguaglianze, legalità e municipalismo.
«È in costruzione un programma civico di alternativa, costruito dal basso, collaborando alla pari, comune per comune, per cambiare il Veneto e mettere un punto al malgoverno ventennale della Regione, in un percorso aperto a tutte le cittadine e cittadini di buona volontà» dicono dal coordinamento provinciale veronese di Veneto che Vogliamo, composto dai delegati al coordinamento regionale Francesca Bragaja e Michele Fiorillo, da Riccardo Anoardo, Ulyana Avola, Lucio Bertoldi, Graziano Bronuzzi, Francesco Campagnari, Alessandra Corradi, Michela Faccioli, Barbara Gelmetti, Agnese Meneghel, Carlo Piazza, Patrick Pinter e da Alessandra Taddei.

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