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Camion di Amia (Foto di repertorio)

Camion di Amia (Foto di repertorio)

Amia, operazione in house ancora ferma. «Tutela dei lavoratori solo a parole»

Lo scorporo dell'azienda da Agsm non sembra pianificato e le minoranze attaccano il sindaco Sboarina. PD: «Non è in grado di mantenere le promesse fatte ai lavoratori». Bertucco: «Situazione identica a tre anni fa»

«Temiamo che Amia e Serit rimangano senza una strategia industriale» e quindi «chiediamo di definire un percorso comune così come indicato dal consiglio comunale di Verona, in quanto non vorremmo che il procrastinare continuo di scelte precise possa aggravare il futuro delle aziende, la loro stabilità, la tutela dei servizi ai cittadini e l'occupazione di tutti i dipendenti». Il messaggio è dei sindacati ed è diretto alla direzione delle due aziende, ma principalmente al sindaco di Verona Federico Sboarina. È il Comune di Verona, infatti, a controllare Agsm, di cui Amia e Serit fanno parte. O meglio, fanno ancora parte. Perché il «percorso indicato dal consiglio comunale» a cui i sindacati si riferiscono trasformerebbe Amia in una società in house e quindo sotto il diretto controllo del Comune. Un percorso indicato da diverso tempo ormai, ma pare che questo 2020 si concluderà senza che questo grande cambiamento diventi realtà.

Un nulla di fatto ancora una volta rimarcato dal consigliere comunale del Partito Democratico Federico Benini, secondo cui «lavoratori e sindacati fanno una richiesta precisa: che Amia vada in house. E per rispondere a questa richiesta c'è una sola cosa da fare: una manovra da una trentina di milioni di euro necessaria per scorporare l'azienda dal gruppo Agsm». Quello che Benini vuole sapere è se l'amministrazione comunale sia in grado di concretizzare questa manovra, quando ormai mancano poche settimane alla fusione tra Agsm e Aim. «La maggioranza chiarisca le sue scelte per Amia una volta per tutte, e se non è in grado di mantenere le promesse fatte ai lavoratori, come appare evidente, se ne assuma la responsabilità davanti ai lavoratori stessi e alla città».

I lavoratori, infatti, sembrano pronti anche allo sciopero e per questo hanno scritto ai vertici di Amia e Serit ed al sindaco Sboarina. «Una maggioranza sana, che non pensasse soltanto alla spartizione delle poltrone, non avrebbe permesso di arrivare a questo punto - ha commentato il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco - Avrebbe pensato per tempo al futuro dei quasi 900 dipendenti (275 Serit e 590 Amia). Invece ci troviamo alla vigilia del processo di fusione tra Agsm e Aim, che comprende anche Amia, con una situazione dei rifiuti al limite del collasso. E l'amministrazione non ha nemmeno provveduto a scorporare le attività ambientali come la cura del verde pubblico. Insomma, la stessa identica situazione di 3 anni fa».

Leggermente diversa, pur all'interno della minoranza, è quella del movimento civico Traguardi, contrario all'operazione di trasformazione di Amia in società in house. Il consigliere Tommaso Ferrari ha ricordato che «l'amministrazione comunale è da un anno che promette ai lavoratori il passaggio in house, ma nei fatti non dice come, con che soldi e con quali prospettive. Siamo alla politica delle parole - ha concluso Ferrari - Ma la tutela dei lavoratori passa da aziende efficienti e capaci di stare sul mercato con una visione industriale chiara. Spiace dirlo, ma finché Amia sarà gestita com'è stato fatto finora, senza la possibilità di farla crescere raccogliendo investimenti sul mercato, il destino dell'azienda e dei suoi lavoratori saranno sempre in bilico».

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