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Todeschini presidente di Agsm Lighting. Traguardi: «Più del merito pesano tessere di partito»

Il cda della controllata da Agsm Aim ha designato Alberto Todeschini a seguito delle dimissioni di Filippo Rigo. Tommaso Ferrari: «Il percorso all'interno del partito è stato ritenuto più importante di qualsiasi altra qualifica»

Alberto Todeschini (Foto Facebook)

Alberto Todeschini è il nuovo presidente di Agsm Lighting. Il consiglio di amministrazione lo ha designato martedì scorso, 20 luglio, a seguito delle dimissioni di Filippo Rigo, eletto consigliere in Regione Veneto. «In continuità con l'attività del presidente Rigo - ha dichiarato Todeschini - il mio impegno sarà massimo per la crescita e lo sviluppo dell'azienda e del territorio».

Una nomina, quella di Todeschini, che ha fatto nascere un quesito a Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi Verona: «Come selezionano il loro management le nostre aziende partecipate e le loro società controllate?». Non attraverso una serrata valutazione di profili, curriculum e competenze, è la risposta che si è dato Ferrari.
«Basta dare un'occhiata al curriculum di Todeschini per farsi un'idea delle qualifiche necessarie per raggiungere il vertice di una società, appartenente al gruppo Agsm Aim, che fa 11 milioni di fatturato. A una prima occhiata, tra le competenze di alto profilo sulle quali potrà contare Agsm Lightning sembra emergere la qualifica di coordinatore Lega Giovani, evidentemente ritenuta un'esperienza cruciale, se non fondamentale, per gestire un’azienda importante nel business dell’illuminazione pubblica. Nemmeno a passare con la lente d’ingrandimento le voci del curriculum si trova nulla che possa anche solo fare pensare a una conoscenza legata al mondo dell’energia e dei servizi di illuminazione pubblica, che Todeschini si ritroverà presto a maneggiare dalla sua poltrona di presidente. Spicca, invece, il percorso all’interno del partito, evidentemente ritenuto più importante di qualsiasi altra qualifica. Ancora una volta, le tessere che scavalcano le competenze, dando uno schiaffo morale non tanto ai cittadini che dovranno pagare questo stipendio quanto ai moltissimi professionisti qualificati e capaci, magari giovani quanto o più del neopresidente, che hanno investito energie e tempo a formarsi e che un ruolo così, nell’Italia del 2021, possono soltanto sognarlo».

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