Agsm-A2A, Pd: «Archiviare infungibilità». Bertucco: «Scelte dettate dall'inerzia»

I consiglieri dem dicono "no" a «trattative privatistiche», mentre Bertucco sostiene che, qualunque cosa si decida su Agsm, l'amministrazione comunale «si è dimostrata incapace di fare delle scelte chiare e di dare linee di sviluppo solide alle aziende partecipate»

La sede di Agsm a Verona

Si avvicina la dead line per quanto riguarda il preventivo d'intesa con A2A sul progetto di aggregazione di Agsm. Il termine fissato inizialmente per votare il piano è infatti quello del 30 giugno, cioè martedì prossimo mentre nell'ultimo Cda del gruppo, un accordo interno ad Agsm pare ben lungi dall'essere stato trovato. Tutto è stato rinviato a questo venerdì, mentre nel frattempo sul fronte politico si consolidano le posizioni di quanti chiedono una procedura ad evidenza pubblica, vale a dire di fare retromarcia sulla pretesa "infungibilità", cioè "non sostituibilità", della proposta di A2A che gli garantirebbe la corsia preferenziale sin qui paventata.

Dopo la drastica presa di posizione da parte di Flavio Tosi con i suoi esposti all'Anac e alla Procura, anche il Partito Democratico rinnova con toni recisi la propria contrarietà a «trattative privatistiche». Così si esprimono infatti i consiglieri comunali dem Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani: «Mentre è diventato chiaro a tutti che per Agsm l’interesse del mercato esiste ed è forte e che l’offerta di A2A è soltanto una delle tante possibili e fungibili, - spiegano i consiglieri dem a palazzo Barbieri. - all’interno di Agsm e dell’amministrazione Sboarina ci sono irriducibili pronti ad immolarsi per proseguire una trattativa in esclusiva con A2A. La posizione del Pd è chiarissima, ed è stata ribadita in tutte le sedi in cui siamo presenti: non riconosciamo l’esistenza dell’infungibilità per giustificare la partnership in esclusiva con A2A o con qualsiasi altro soggetto. Dopo aver ottenuto l’apertura alle proposte di altre multiutility, - concludono Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani - continuiamo a lavorare affinché il confronto possa proseguire con chiarezza e trasparenza. No, dunque, a trattative privatistiche: alla fine la scelta del partner industriale dovrà avvenire con procedura ad evidenza pubblica».

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Assai critico sull'argomento è stato anche nel suo ultimo commento il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco: «Le scelte strategiche della più grande delle partecipate veronesi saranno dettate non da una visione politica, - afferma Bertucco in una nota - ma dall’inerzia di questa amministrazione che, perfettamente in linea con la precedente, si è dimostrata incapace di fare delle scelte chiare e di dare delle linee di sviluppo solide alle aziende partecipate comunali. Se non si decide nulla, - argomenta ancora il consigliere Bertucco - si dovrà ripartire da zero in quanto il "preventivo di intesa" con A2A scade il 30 giugno. Se si decide per l’infungibilità della proposta di A2A sarà una decisione palesemente forzata che spaccherà ulteriormente la maggioranza e la città. Se si decide di portare avanti solo l’alleanza con Aim sarà invece una decisione dimezzata soggetta sempre più a scelte politiche. Il dato politico - conclude il consigliere Bertucco - è che dopo anni che si parla di libero mercato e di alleanze tra multiutility, Verona non ha ancora chiaro che cosa farà da grande». 

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