Aggregazione Agsm, Aim, A2A: la discussione politica entra nel vivo

In settimana il progetto industriale preliminare sarà discusso a Verona in un consiglio comunale straordinario. Ma al di fuori della politica vengono espresse perplessità

Un'auto di Agsm (Foto Facebook)

In questa settimana e nelle prossime a venire, la politica veronese discuterà del progetto industriale preliminare di aggregazione tra AgsmAim; progetto in cui rientra come terzo partner il colosso lombardo A2A. L'affare è stato già presentato ai sindaci di Verona e Vicenza, Federico Sboarina e Francesco Rucco, ed ai partiti che li sostengono. In questa settimana, lo conosceranno anche i membri della giunta veronese ed anche i consiglieri comunali, dato che mercoledì prossimo, 20 maggio, si terrà proprio su questo argomento un consiglio comunale straordinario richiesto da tutta l'opposizione. E probabilmente dopo il consiglio comunale di mercoledì, prenderanno visione del progetto anche i consiglieri regionali ed i parlamentari veronesi.

Il progetto industriale è ancora in fase preliminare, non tutti lo conoscono nei suoi particolari, ma in tanti già lo criticano e due ex presidenti di Agsm, Michele Croce e Gian Paolo Sardos Albertini, hanno addirittura diffidato l'azienda dal portarlo avanti. E il filo rosso che accomuna tutte le critiche è la scelta di A2A come partner industriale. Tra chi giudica tale scelta «poco trasparente» a chi la valuta «dannosa» per Agsm, tutti vorrebbero sapere perché l'offerta dell'azienda lombarda è stata ritenuta talmente unica e insostituibile da dover essere accettata senza essere confrontata con altre proposte in una gara pubblica. «Lo sviluppo di Agsm e del territorio passa necessariamente da un'alleanza con i grandi player del mercato che posseggono dimensioni e capacità tali da permetterci di fare un salto di qualità: A2A, Hera, Alperia, Dolomiti Energia, o altre aziende del settore sono in grado di migliorare la solidità di Agsm - sostengono il segretario provinciale del Partito Democratico di Verona Maurizio Facincani ed il segretario comunale Luigi Ugoli - La critica che muoviamo è che il percorso avviato da Agsm e Aim in esclusiva con A2A non è in grado di assicurare all’azienda e alla città la migliore delle opzioni possibili. Serve una gara o comunque una procedura di selezione ad evidenza pubblica».

In linea con le considerazioni del proprio partito anche la consigliera regionale Anna Maria Bigon, che scrive: «Agsm e Aim hanno bisogno di crescere e aumentare il loro peso nel mercato, ma devono farlo nelle migliori condizioni possibili, potendo contare sulle migliori offerte del mercato. Il metodo verticistico e autoreferenziale seguito tanto a Verona quanto a Vicenza ha invece finito per dividere le stesse maggioranze di centrodestra. In discussione, pertanto, non è l'obiettivo del rafforzamento ma il metodo seguito finora che con la trattativa in esclusiva con A2A non ha permesso ad Agsm e Aim di avere una visione d'insieme delle condizioni e delle opportunità di mercato».
E che nel centrodestra non ci sia un pieno consenso su questa aggregazione lo dimostrano anche le parole del consigliere regionale Stefano Valdegamberi: «Una società come A2A, quotata in borsa, con i debiti quasi pari al fatturato, si sta comportando come un vampiro che ha bisogno ogni anno di nuovo sangue per soddisfare gli azionisti e migliorare le sue prestazioni finanziarie. È questo il percorso migliore per Verona? Dubito. Basterebbe mettere insieme, sotto un'unica strategia, le società contermini alla nostra in un rapporto consortile o di rete di impresa per creare un'aggregazione senza perdere la regia del nostro territorio. Un'aggregazione che può arrivare a 5 miliardi di fatturato, più snella, efficiente e meno indebitata, con una regia locale».

Infine, anche al di fuori dalla politica si sollevano perplessità. Le avevano già espresse gli industriali di Apindustria Confimi Verona, a cui si aggiungono le preoccupazioni dell'Ordine degli ingegneri di Verona. Il timore è che gli esiti dell'accordo tra Agsm, Aim e A2A possa comportare una significativa perdita di potere decisionale e una maggiore subordinazione nella gestione aziendale di Agsm, con una conseguente riduzione anche della possibilità, per i professionisti, di mettere in campo o acquisire competenze. Da qui l’appello all’amministrazione comunale e ad Agsm di aprirsi a un confronto con la società civile e con gli stakeholder partecipando a una tavola rotonda alla presenza di Ordini e Collegi professionali e delle associazioni di impresa del territorio. Il presidente dell’Ordine degli ingegneri di Verona Andrea Falsirollo ha detto: «Non conosciamo nel dettaglio tutti gli aspetti dell'accordo, ma è evidente che, se un'operazione di questa portata avrà delle conseguenze positive per il bacino scaligero, non mancheranno anche dei risvolti negativi di cui è importante essere consapevoli e tenere conto fin da subito. Il ruolo di Agsm all'interno della nuova società potrebbe infatti comportare delle perdite gestionali e anche di competenze».

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(Falsirollo)

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